La piccola di 2 anni

Bordighera, i messaggi choc di Iannuzzi alla sorellina di Beatrice: "Non la lanci dalla finestra?"

"Speriamo che si sveglia tra sei mesi, questa m...", avrebbe detto il compagno della donna secondo gli atti dell'accusa. La madre ha pianto davanti al gip, l'uomo non ha risposto

05 Giu 2026 - 13:22
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L'intera gestione della casa e delle due bambine più piccole che vi abitavano era affidata a una sola persona: non alla madre, Emanuela Aliello, né tantomeno al suo compagno, Emanuel Iannuzzi, ma alla più grande delle tre figlie della donna, la sorella maggiore della piccola Beatrice, che a 9 anni aveva già responsabilità e impegni che a quell'età non bisognerebbe neanche conoscere. Lo scenario della vita familiare che si svolgeva nell'abitazione di Perinaldo - comune di circa 800 abitanti vicino a Bordighera -, in cui la bimba di 2 anni sarebbe morta il 9 febbraio scorso per via delle botte subite dalla sua stessa madre e dal suo compagno, diventa sempre più inquietante man mano che gli inquirenti ne svelano i dettagli: foto del volto tumefatto di Beatrice, consumo di alcol e droga, la maggiore costretta a prendersi cura della più piccola, anche quando era malata. E poi, i messaggi choc di Iannuzzi alla figlia "grande": "Che faccia da c... ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?". E ancora: "Sta pezza di m... Speriamo che si sveglia tra sei mesi, questa m...".

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Sotto interrogatorio

 I due sono comparsi mercoledì davanti al gip Massimiliano Botti per gli interrogatori di garanzia, accusati entrambi di maltrattamenti aggravati dalla morte della bimba, dove hanno scelto due strategie difensive molto diverse. Aiello ha parlato, e anche abbastanza: per oltre un'ora, piangendo davanti alle foto mostrate dagli inquirenti, ha raccontato - a fianco i suoi legali Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta - di "non aver mai toccato le mie bambine", né di averle "mai visto picchiarle da qualcuno". Iannuzzi, invece, è rimasto in silenzio (salvo far mettere a verbale che si sente sconvolto) dietro consiglio dei suoi legali, perché - spiega l'avvocata Maria Gioffré, che lo difende insieme a Cristian Urbini - "non abbiamo ancora letto né visto gli atti". La stessa Gioffré precisa che "nei giorni immediatamente precedenti la morte della bambina lei è stata anche con i nonni, è stata vista da altre persone. Nessuno ha detto o fatto niente". Un tema, quello della presunta indifferenza dei familiari della vittima, su cui punta anche l'accusa: "Né la madre, né gli altri familiari, e in particolare i nonni materni facevano nulla per sottoporla ai dovuti e necessari soccorsi", nonostante i lividi e i segni delle violenze fossero evidenti. E nonostante, ricostruiscono gli inquirenti, l'agonia della piccola Beatrice sarebbe durata almeno 72 ore: tempo durante il quale nessuno ha chiamato i soccorsi che, probabilmente, avrebbero potuto salvarla. 

Spuntano altri dettagli

 "Per più di un mese Beatrice ha sempre avuto il volto deturpato da vistose ed estese ecchimosi", si legge nelle carte consegnate al gip di Imperia, in cui la pm Veronica Meglio spiega il contenuto delle foto scattate nell'abitazione: in una, la copertina rossa che avvolge il corpo della piccola, deceduta, dentro la sua culla accanto al suo peluche; nelle altre i lividi, i capelli strappati, tutta la sofferenza di una bambina incapace di difendersi da chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei. 

"Che faccia da c... che c'ha tua sorella"

 Foto che la maggiore scattava a Beatrice "per trasmetterle alla madre", "ininterrottamente tra il 31 dicembre 2025 e il 3 febbraio" 2026. Ma spesso, nelle chiamate e nei messaggi inviati dalla figlia maggiore a Emanuela Aiello, si intrometteva Iannuzzi, rispondendole con una cattiveria ingiustificabile, a maggior ragione se rivolta a una bambina di 9 anni: "Madonna che bella foto. Mi..., mi sono spaventato nel vederla. Che faccia da c... che c'ha tua sorella - dice in un audio, parlando di una foto di Beatrice col volto tumefatto -. Non la lanci dalla finestra?". E poi - qui non è chiaro di quale bambina stesse parlando -: "Sta pezza di m..., speriamo che si sveglia tra sei mesi". "Oh ma perché non ti trovi il fidanzato così non rompi più i c. la mattina e la sera", si legge ancora. "Vai a nanna scassa c...! Ora me la porto via la mamma, non torna più".

Frasi scioccanti

 Anche Aiello, però, usava rispondere con fastidio e astio alla figlia maggiore: "Forse se ti chiudo il telefono non hai capito che la mamma sta guidando, ok? Cosa deve guardare? Quanto sei bella? È normale chiamare 30 volte? Non ti mangia nessuno a casa, eh? Tanto non è che sei così bella che la mamma si emoziona". O, ancora: "Ma scusa amore da quando sono arrivata a casa però non hai vomitato neanche una volta! Adesso vado via, e vomiti? Ma stiamo giocando qua? Mi volete veramente che vada fuori di testa!". Nella richiesta di misura cautelare, oltre a questi scambi, ci sono le foto del volto tumefatto e devastato di Beatrice, spedite dalla sorella, che testimoniano proprio come "per più di un mese ha sempre avuto il volto deturpato da vistose ed estese ecchimosi".

"Le sorelle provarono a parlare con i nonni senza risultati"

 Le due sorelline di Beatrice hanno provato "a parlare con la madre e con i nonni materni del malessere vissuto rispetto ai comportamenti della mamma e del suo compagno senza risultati". Le due bimbe, di 9 e 7 anni, secondo il magistrato che ha chiesto l'ordinanza di custodia cautelare per Emanuela Aiello, 44 anni e Emanuel Iannuzzi, 42 anni, hanno fornito un "racconto logico, lineare, coerente e circostanziato" non animato da "intenti ritorsivi". "Sono credibili quando raccontano i maltrattamenti subiti da loro e da Beatrice" anche perché le loro dichiarazioni "intrinsecamente attendibili" sono state riscontrate "in modo oggettivo da numerose evidenze". Come quelle trovate nel cellulare di Iannuzzi. Per il compagno della donna, viene tracciato un profilo agghiacciante: "Emanuel Iannuzzi - si legge nelle carte - ha manifestato un'indole crudele, votata alla sopraffazione violenta del prossimo, dalla quale trae verosimilmente piacere, posto che, altrimenti, non appare spiegabile il parossismo con cui si è accanito contro la piccola Beatrice, al punto da cagionarle i terribili ematomi raffigurati nelle immagini in atti o da infilarle in bocca una sigaretta di hashish". Un'indole violenta già manifestata in passato, quando nel 2019 era stato arrestato per l'uccisione di un maialino. In quell'occasione, l'uomo, già gravato da precedenti penali, come la detenzione illegale di armi, si era ripreso con il proprio smartphone mentre, con un colpo diretto alla testa, uccideva un maialino. Anche in quel caso, il video era nel suo telefonino. Immagini chiarissime, avevano scritto all'epoca gli inquirenti, con le quali Iannuzzi aveva voluto documentare il gesto.

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