il delitto di Milano

Aurora Livoli si è difesa? L'ipotesi dei pm contro Valdez

Non si esclude il femminicidio. In un video della metro si vede il presunto aggressore in ginocchio davanti alla 19enne, prima che il suo corpo venga ritrovato senza vita in via Paruta a Milano

06 Gen 2026 - 09:27

Si sarebbe difesa prima di essere strangolata Aurora Livoli, la 19enne di Forni, in provincia di Latina, trovata morta a Milano il 29 dicembre. E' quanto ipotizza la procura nell'indagine in cui Emilio Gabriel Valdez Velazco, 56enne peruviano con una serie di precedenti e una condanna definitiva per violenza sessuale aggravata espiata a marzo 2024, è indagato per l'omicidio della ragazza e dal 30 dicembre è in carcere per una tentata rapina nei confronti di una connazionale della stessa età di Aurora. In attesa dell'interrogatorio di Valdez, fissato per giovedì dal pm Antonio Pansa, titolare del fascicolo con la responsabile del quinto dipartimento, Letizia Mannella, si delineano meglio i contorni di quello che potrebbe essere, in base alla nuova norma, un femminicidio.

Le immagini della metro: Valdez in ginocchio davanti ad Aurora

 Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione della linea verde della metro Cimiano pare che l'uomo, pochi minuti dopo l'aggressione della giovane originaria del Perù, sulla stessa banchina della metropolitana, incontra Aurora Livoli. I frame della sera dello scorso 28 dicembre, poco prima delle 22.30, inquadrano Valdez che assale alle spalle una connazionale, le stringe il braccio attorno al collo - "Mi stava togliendo il respiro", dirà lei - e cerca di trascinarla in un luogo appartato.

Aurora Livoli, ecco l'uomo fermato ritratto con la 19enne in via Paruta a Milano

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© Tgcom24
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Dopo l'intervento di alcuni passanti, viene inquadrato mentre fugge, imbocca le scale e arriva al mezzanino. Sale ancora, scompare per poi riapparire e fare il percorso a ritroso con la giacca, una double face, con l'esterno girato dalla parte bianca e non più a quadretti: salta la ringhiera delle stesse scale ed è di nuovo sulla banchina. Lì incrocia Aurora Livoli, sembra si parlino, si danno la mano, lui si inginocchia e pare abbracciarle le gambe e infine vanno via. Percorrono a piedi, in circa un quarto d'ora, poco più di un chilometro, fino a via Paruta. Entrano dal cancello del condominio fino al punto in cui la mattina dopo Aurora verrà trovata senza vita, lui se ne va attorno all'una, ritorna e riesce verso le 3. Una sequenza, questa, che per i pubblici ministeri non lascia dubbi.

Aurola Livoli ha lottato per difendersi?

 Sono in corso accertamenti tecnici, per capire se Aurora Livoli non solo conoscesse già Valdez (indagini anche sulle ultime ore di vita della 19enne), ma se sia stata violentata o meno e se, come si ritiene dai segni repertati sul corpo e sul collo, prima di essere strozzata abbia lottato per difendersi.

Valdez, che non si esclude volesse uccidere anche la sua connazionale, tra tre giorni fornirà le sue spiegazioni agli inquirenti. L'uomo, difeso dall'avvocato Massimiliano Migliara, ha altri precedenti specifici: in particolare, risulta dal casellario, nel marzo del 2024 ha finito di espiare una pena di cinque anni di carcere inflitta in abbreviato per una violenza sessuale aggravata dall'uso di un'arma (un coccio di bottiglia) che risale all'autunno 2019. Pena scontata in gran parte in affidamento in prova ai servizi sociali.

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