Convalidato il fermo

Anguillara, Claudio Carlomagno confessa l'omicidio della moglie: "Non volevo perdere l'affidamento di mio figlio"

Nei suoi confronti i pm contestano il nuovo reato di femminicidio, che prevede la condanna all'ergastolo, e l'occultamento di cadavere

21 Gen 2026 - 17:22
 © Da video

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Claudio Carlomagno ha confessato l'omicidio della moglie Federica Torzullo. Lo ha fatto davanti al giudice per le indagini preliminari durante l'interrogatorio di convalida del fermo. "L'ho uccisa per non perdere l'affidamento di mio figlio", avrebbe spiegato davanti al procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori. Il gip ha convalidato il fermo dell'uomo, che secondo l'autopsia avrebbe massacrato la moglie con 23 coltellate e le avrebbe amputato alcune parti del corpo. Carlomagno è accusato del nuovo reato di femminicidio della moglie e di occultamento del cadavere. Il suo legale ha anticipato che non chiederà perizia psichiatrica per l'indagato.

Le indicazioni per l'arma del delitto e la fossa scavata

 Durante la confessione Claudio Carlomagno ha fornito indicazioni precise su dove si troverebbe l'arma del delitto, un coltello che era in casa. Secondo il racconto dell'uomo, l'omicidio si sarebbe consumato al culmine di una lite e sarebbe avvenuto nella notte tra l'8 e il 9 gennaio. L'indagato ha poi raccontato di avere scavato la buca, dove ha poi sotterrato la moglie, durante la mattina del 9 gennaio e di avere distrutto il cellulare della moglie nelle ore successive.

"Me l'hanno strappata in modo atroce"

   Ex barman, ora impiegato, da poco separato dalla moglie: la nuova relazione era già stata condivisa dalla vittima con i familiari. Il marito Carlomagno, ora in carcere, l'avrebbe invece scoperta solo pochi giorni prima di ucciderla. I magistrati non escludono che proprio questo - insieme alla prospettiva della separazione con affidamento del figlio alla moglie - possa essere il movente del delitto.

"Federica ci è stata strappata in maniera atroce, il dolore è immenso", dice il 47enne. "Ciò che abbiamo detto ai carabinieri ha dato loro una fotografia chiara e sono sicuro che al processo tutte queste ombre saranno chiarite. Questo dobbiamo a Federica e ai suoi parenti".

L'allarme alla sorella

 Quella mattina, dopo aver tentato invano di raggiungere Federica, ha chiamato la sorella: "Nella tarda mattinata ho deciso di contattarla immediatamente per capire se fosse successo qualcosa". Anche Stefania, farmacista ad Anguillara, non è riuscita a contattarla: il telefono era spento, irraggiungibile.

Quel cellulare non è stato ancora trovato. Secondo l'accusa, Carlomagno lo ha usato spacciandosi per la moglie la mattina del 9 gennaio per inviare messaggi alla suocera, fornendole indicazioni sulla colazione del nipotino. Dalle 8.20, dopo aver inviato false risposte mentre seppelliva il corpo nella buca già scavata, WhatsApp risultava non più in uso.

Un testimone chiave per il processo

  Il 47enne sarà nuovamente ascoltato. La sua testimonianza è cruciale per ricostruire quanto accaduto prima del delitto e capire se Federica temesse per la propria incolumità e quella del figlio. Il bambino, già il 15 gennaio - prima ancora del ritrovamento del cadavere - è stato tolto al padre e affidato ai nonni materni.

Il nuovo compagno sarà probabilmente testimone al processo contro Carlomagno, come l'amica alla quale Federica, la sera di Capodanno durante una festa con il marito, aveva confidato di voler rivelare la nuova relazione alla vigilia dell'udienza in tribunale.

Carlomagno rende piena confessione

 Intanto, è in corso la convalida del fermo di Carlomagno, alla presenza del procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori. Secondo quanto apprende LaPresse, l'uomo starebbe rendendo piena confessione. Carlomagno è accusato del femminicidio della moglie e dell'occultamento del cadavere. È attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia.