"Aggressività reattiva"

Rozzano, uccise Manuel Mastrapasqua per un paio di cuffiette: Daniele Rezza è "capace di intendere e di volere"

La relazione psichiatrica stabilisce l'assenza di vizi di mente per il 21enne: "Nessuna patologia psichica"

16 Lug 2026 - 20:01
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A sinistra Daniele Rezza, a destra Manuel Mastropasqua © Da video

A sinistra Daniele Rezza, a destra Manuel Mastropasqua © Da video

Quando ha accoltellato Manuel Mastrapasqua in strada a Rozzano per rubargli un paio di cuffiette da 14 euro, Daniele Rezza era perfettamente capace di intendere e di volere. Questo l'esito della perizia psichiatrica disposta durante il processo d'appello per l'omicidio nel Milanese del 31enne, dopo che il 21enne era stato condannato in primo grado a 27 anni di carcere. Secondo la psichiatra Mara Bertini, nel giovane sono state ravvisate "alterazioni della regolazione delle emozioni e un'aggressività reattiva", che però non vanno a definirne uno stato di infermità mentale.

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Le conclusioni della relazione: "Rezza non ha patologie psichiche maggiori"

 Secondo quanto emerge dall'indagine peritale - depositata alla Corte d'Assise d'Appello di Milano per essere discussa nell'udienza del 20 luglio - i risultati "consentono di escludere nell'imputato la presenza di patologie psichiche cosiddette maggiori". Ma anche di "evidenziare un profilo personologico inscrivibile in un disturbo di personalità con tratti marcati e prevalenti di stampo antisociale". Insomma, Daniele Rezza sarebbe un ragazzo come tutti. La relazione esclude anche "la presenza di fenomeni critici di natura epilettica, farmacologica o neurologica incidenti sui fatti".

Le posizioni degli inquirenti e della difesa: "Non controlla impulsi"

 La Corte d'Assise d'Appello di Milano aveva disposto la perizia accogliendo l'istanza di perizia della difesa, secondo cui Rezza avrebbe una "disregolazione delle funzioni emotive che comporta reazioni sproporzionate" e non riuscirebbe a "controllare gli impulsi a causa di una patologia psichiatrica". La sostituta procuratrice generale Olimpia Bossi aveva chiesto di respingere la richiesta, perché la "incapacità di gestire la rabbia è caratteristica di un carattere aggressivo e immaturo, ma da qui a dire che sia una patologia a me pare escluso". Per l'avvocata Roberta Minotti, legale di parte civile della famiglia Mastrapasqua, dalle carte risultava già che "il funzionamento cognitivo di Rezza è nella norma, tanto che lui ha detto pure: ho preso 27 anni per una coltellata".

Delitto di Rozzano, gli ultimi istanti di vita di Manuel

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© Carabinieri
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L'ultima udienza e la rabbia della madre di Mastrapasqua

  I giudici d'appello, con la loro ordinanza dello scorso marzo, avevano spiegato che un accertamento psichiatrico poteva chiarire gli eventuali dubbi sulla presenza o meno di un disturbo mentale che potesse aver influito sulla condotta. Rezza, durante le dichiarazioni spontanee di quell'udienza, aveva provato anche a chiedere "scusa e perdono". La madre della vittima, da uno dei banchi dell'aula, gli aveva subito gridato: "Stai zitto".

La dinamica dell'omicidio: la coltellata e i verbali

 Quella notte Manuel Mastrapasqua stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in un supermercato di via Farini, a Milano. Sceso dal tram a Rozzano, venne aggredito da Rezza mentre stava parlando con la fidanzata al telefono e ucciso con una coltellata vicino al cuore. "Quando l'ho visto volevo prendergli tutto: soldi, cellulare, qualsiasi cosa potessi rivendere", mise a verbale Rezza dopo l'arresto, il 13 ottobre 2024. Il padre del ragazzo gettò le cuffie che il figlio gli diede e lo accompagnò alla stazione di Pieve Emanuele, nel Milanese. Da lì Rezza prese un treno per Pavia e poi un autobus per Alessandria, dove venne bloccato.

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