Trescore Balneario (Bergamo), la scuola dov'è stata accoltellata la prof
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Uno penale e uno civile per decidere il futuro del 13enne. Migliorano le condizioni della docente che non aveva denunciato le gomme bucate da ignoti settimane prima
Sono in continuo miglioramento le condizioni di Chiara Mocchi, la professoressa di francese che mercoledì mattina è stata accoltellata da un suo studente di 13 anni nel corridoio del primo piano della scuola media "Leonardo da Vinci" di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Da giovedì l'insegnante di 57 anni, di Berzo San Fermo, si trova in reparto all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo un intervento chirurgico e il ricovero in terapia intensiva. Il tredicenne, che per l'età non è imputabile, si trova, invece, in una struttura protetta, anche a sua tutela. Lo ha stabilito la Procura per i minorenni di Brescia, competente anche per Bergamo e provincia. Su di lui aperti due fascicoli, uno civile e uno penale. Intanto si viene a sapere che l'auto della professoressa Mocchi era stata vandalizzata da ignoti settimane prima e che lei non aveva denunciato.
La procuratrice Giuliana Tondina ha aperto due fascicoli: uno di natura penale, per ricostruire i fatti (le indagini sono affidate ai carabinieri di Bergamo), e l'altro civile, per permettere di intervenire con provvedimenti di natura sociale nei confronti del minorenne. Il video dell'aggressione diffuso via social dallo stesso 13enne, molto crudo, ora è agli atti dell'inchiesta della Procura per i minorenni di Brescia. Dura meno di due minuti, durante i quali il ragazzino entra nella scuola di Trescore Balneario, sale al primo piano e accoltella la sua prof in corridoio, per poi scappare in cortile. Sono le 7.41, si legge sul display del telefonino, e il video è concitato e mosso perché il tredicenne ha utilizzato il cellulare tenendolo appeso al collo. Il canale Telegram, dove era stato pubblicato il video e il Manifesto intitolato "Soluzione finale", è stato chiuso.
Settimane prima che fosse aggredita, la docente di francese aveva subito minacce e la sua auto era stata vandalizzata fuori dalla scuola media di Trescore Balneario: gomme bucate e scritte sulla carrozzeria. Secondo i familiari, tuttavia, non aveva denunciato gli episodi ai carabinieri, e si era limitata a parcheggiare la vettura proprio davanti alla caserma dei carabinieri di Trescore, che dista alcune centinaia di metri dall'istituto. Al momento non c'è alcuna prova che gli atti vandalici fossero opera dello stesso tredicenne ora in comunità. Il legale della sua famiglia, l'avvocato Carlo Foglieni, in una nota ha spiegato che il minore era "da tempo seguito da un professionista, nell'ambito di un percorso di supporto psicologico voluto e attivato dalla famiglia stessa proprio a causa del rapporto scolastico problematico e conflittuale con la docente, situazione già nota anche all'istituzione scolastica e manifestatasi sin dagli anni precedenti".
"Non porto rabbia né paura nel cuore, spera che 'questa ferita' non diventi un muro ma un ponte": Chiara Mocchi, la docente accoltellata in una lunga lettera dal letto di ospedale, per prima cosa, ha pensato ai ragazzi che hanno assistito all'aggressione, definita "un incubo", assicurando che tornerà a insegnare. Le sue parole erano arrivate al termine di una giornata caratterizzata dalla diffusione di altre parole: quelle che il tredicenne che l'ha accoltellata aveva invece affidato a Telegram, in un suo canale ora chiuso, in cui spiegava nel suo "manifesto" online: "Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me".
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Il 13enne stesso, che ora si trova in una comunità protetta, ha anche spiegato che alla base del suo gesto c'era un esame sul disturbo dell'attenzione (ADHD), spiegando che avrebbe voluto uccidere il padre ma poi non ha trovato "il coraggio". Nell'interrogatorio, ha spiegato l'avvocato della famiglia Carlo Foglieni, il ragazzo "appariva come distaccato dalla realtà, circostanza che rafforza il timore che possa essere stato fortemente influenzato da terzi". Il giovane era seguito, ha spiegato il legale, come sopra ricordato, proprio per il rapporto conflittuale con la professoressa di francese. E i genitori sperano che le indagini "possano approfondire l'eventuale ruolo di soggetti conosciuti dal minore attraverso i social network, che potrebbero aver esercitato un'influenza negativa e verosimilmente determinante su un ragazzo di soli tredici anni, in una condizione di particolare fragilità, inducendolo a compiere un gesto di tale gravità".
"Mi ha colpito molto la lettera che ha scritto la professoressa Chiara Mocchi, ferita dal ragazzo di 13 anni: ecco, quello è proprio il modo in cui si ripara". Il cardinale Matteo Maria Zuppi ha indicato nella reazione della docente un esempio di ricostruzione possibile anche dentro una vicenda segnata dalla violenza. Zuppi ha ricordato le parole della professoressa: "Non abbiate paura, io non vedo l'ora di tornare a insegnare". E ancora: "Voglio che questo non diventi un muro ma un ponte". Per il presidente della Cei, si tratta di un atteggiamento che prova a non trasformare il trauma in ulteriore frattura. Il cardinale, facendo anche riferimento al video dell'aggressione diffuso via Telegram, ha poi allargato il ragionamento al contesto in cui maturano episodi di questo tipo, segnato, a suo avviso, da relazioni indebolite e da una comunicazione sempre più dominata dall'immagine, aggiungendo che oggi si fa sempre più fatica a distinguere "tra il vero e il falso, tra la realtà e la finzione". Da qui anche il richiamo alla responsabilità degli adulti: "Come parlare alle nuove generazioni? Vivendolo", ha sottolineato Zuppi.