Tecnica della colla, come funziona il metodo usato dai ladri per individuare le case vuote
Un sistema discreto per monitorare le abitazioni e capire se sono abitate. Come riconoscerlo e cosa fare se si nota qualcosa di sospetto
ladri notte © Istockphoto
Con l'arrivo dell'estate e delle partenze per le vacanze aumenta l'attenzione verso la sicurezza delle abitazioni. Tra i metodi utilizzati dai malintenzionati per individuare gli appartamenti più vulnerabili c'è la cosiddetta "tecnica della colla", una pratica che non serve a forzare l'ingresso, ma a raccogliere informazioni sulle abitudini di chi vive in casa. Per capire meglio di che cosa si tratta ne abbiamo parlato con il vicequestore della polizia Maurizia Quattrone.
Meccanismo semplice, quanto efficace
Il meccanismo è semplice: viene applicato un sottilissimo filo di colla trasparente vicino alla serratura, ai cardini o nei punti di chiusura della porta. Dopo qualche tempo, chi lo ha posizionato torna a controllare se quel segno è stato alterato. Se la colla risulta spezzata o rimossa significa che qualcuno è entrato o uscito dall'abitazione; se invece è ancora intatta, la casa potrebbe essere disabitata e quindi diventare un obiettivo più facile. Un sistema apparentemente banale, ma che può rappresentare il primo passo verso un furto. Per questo motivo, come sottolinea il vicequestore Quattrone della polizia di stato, è importante non sottovalutare mai eventuali anomalie riscontrate sulla porta di casa e avvisare tempestivamente le forze dell'ordine.
Come agiscono i malviventi
La tecnica si basa sull'osservazione e sulla raccolta di informazioni. I ladri non intervengono immediatamente, ma cercano prima di capire quali abitazioni siano occupate e quali no. Come spiega Quattrone: "Viene applicato un sottile filo di colla trasparente, solitamente nei punti di chiusura della porta, intorno alla serratura o anche sui cardini. Successivamente, i ladri tornano per controllare lo stato della colla. Se questa è stata spezzata o rimossa, significa che qualcuno è entrato o uscito dall’abitazione. Al contrario, se è ancora intatta, capiscono che la casa è probabilmente disabitata, individuandola come un obiettivo potenzialmente più facile". Si tratta di una modalità già nota alle forze dell'ordine. Per questo la dirigente invita alla massima attenzione: "Quella della colla è una tecnica usata spesso quindi, qualora se ne riscontri la presenza, è necessario contattare subito le forze dell’ordine".
I segnali da non sottovalutare
Uno degli aspetti più insidiosi di questo sistema è la sua difficoltà di individuazione. A differenza di un tentativo di effrazione, infatti, non lascia segni evidenti e la porta appare perfettamente normale. "Non è semplice notare immediatamente che la propria abitazione è monitorata con questa tecnica, in quanto la porta risulta regolarmente chiusa e priva di evidenti segni di effrazione, inoltre la colla utilizzata dai malviventi è spesso quasi invisibile, il che rende difficile avvedersene a un primo sguardo", spiega Quattrone. Per questo è consigliabile controllare periodicamente la porta d'ingresso, i bordi, la serratura e le zone vicine ai cardini. Il vicequestore sottolinea inoltre l'utilità della tecnologia: "Particolarmente efficace è anche l’installazione di una videocamera o uno spioncino digitale". Fondamentale anche il contributo del vicinato. I furti sono spesso preceduti da sopralluoghi e movimenti sospetti che possono essere notati da chi vive nello stesso stabile.
Cosa fare se si scopre una possibile marcatura
La prima regola è mantenere la calma e non intervenire autonomamente. Un errore frequente è infatti quello di rimuovere subito il materiale sospetto. La procedura corretta è molto chiara. "Nel caso in cui una persona noti fili di colla o silicone sulla serratura o tra gli infissi, piccoli oggetti sospetti o altri segni insoliti sulla porta di casa, deve chiamare subito il 112 per avere garantito un intervento immediato". Il vicequestore evidenzia poi un altro aspetto importante: "È fondamentale che il proprietario dell’appartamento non rimuova nulla, evitando di toccare o pulire la serratura, per non cancellare eventuali impronte o prove utili". Gli accertamenti, inoltre, non riguardano soltanto il singolo appartamento. In presenza di segnalazioni di questo tipo, i controlli vengono estesi anche alle altre abitazioni del condominio per verificare eventuali situazioni analoghe.
Come rendere più difficile il monitoraggio della casa
Chi pianifica un furto tende a studiare le abitudini delle potenziali vittime. Rendere meno prevedibili i propri comportamenti può quindi rappresentare una prima forma di difesa. "I malviventi scelgono le proprie vittime studiandone le abitudini, gli orari e i punti deboli della casa, rendere difficile questo monitoraggio è dunque la chiave per far saltare i loro piani", osserva Quattrone. Tra gli accorgimenti suggeriti, dove e quando possibile, dalla polizia ci sono la variazione degli orari di uscita e rientro, l'utilizzo di dispositivi smart per accendere luci o apparecchi elettronici in modo automatico e la collaborazione con i vicini per evitare segnali evidenti di assenza prolungata. Altre misure utili comprendono il controllo frequente dello stato della porta, la chiusura accurata del portone condominiale, l'installazione di telecamere ben visibili e l'esposizione di cartelli che segnalino la presenza di sistemi di allarme o videosorveglianza. Elementi che spesso hanno un forte effetto deterrente.
Vacanze estive, gli errori più comuni da evitare
Quando si lascia la casa per diversi giorni, le distrazioni possono trasformarsi in vulnerabilità. Per questo la polizia invita a rafforzare sia le misure tecnologiche sia le buone pratiche quotidiane. "Consigliamo, in primis, di potenziare i sistemi di sicurezza passiva", afferma Quattrone, indicando porte blindate con serrature aggiornate, inferriate nei punti più esposti, impianti di allarme e sistemi di videosorveglianza. Ma la sicurezza passa anche dalla riservatezza. "Il primo vero sistema di sicurezza resta la prudenza", sottolinea il vicequestore. Comunicare a molte persone le date delle vacanze o pubblicare sui social informazioni dettagliate sugli spostamenti può infatti fornire indicazioni preziose ai malintenzionati. Un altro errore frequente è credere che basti nascondere oggetti di valore in punti apparentemente segreti della casa. I ladri conoscono bene i nascondigli più comuni e li controllano per primi. Particolare attenzione va infine ai segnali che possono rivelare una lunga assenza: cassette postali piene, tappetini fuori posto, auto ferme per settimane, tende sempre chiuse o spazzatura non movimentata. Tutti dettagli che possono attirare l'attenzione di chi osserva.
