PROCESSO "SQUISITAMENTE INDIZIARIO"

Omicidio Pierina Paganelli, i nodi irrisolti nelle 16 ore di camera di consiglio

Le motivazioni sulla sentenza che ha assolto Louis Dassilva saranno disponibili tra 90 giorni

11 Giu 2026 - 07:11
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 © Ansa

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Quando si sono ritirati in camera di consiglio per decidere sulla sorte dell'unico imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, Louis Dassilva, i giudici della Corte d'Assise avevano tanti indizi da esaminare, ma poche certezze. Del resto lo stesso pubblico ministero, Daniele Paci, aveva definito il processo per la morte della 78enne come "squisitamente indiziario". Per questo motivo una condanna all'ergastolo "oltre ogni ragionevole dubbio" era sembrata, fin dall'inizio, difficile. Indiscrezioni vorrebbero infatti che solo uno dei giurati popolari fosse propenso alla condanna del senegalese che aveva una relazione extraconiugale con la nuora della vittima, Manuela Bianchi.  

Le motivazioni tra 90 giorni

 Indiscrezioni a parte, pare che dopo le 16 ore di camera di consiglio il verdetto sia stato unanime. Le motivazioni di quanto deciso dal pool di giudici della Corte d'Assise, formato da due togati e sei comuni cittadini, saranno depositate tra 90 giorni e sarà quindi possibile capire di più in merito alla loro scelta. Serviranno, inoltre, a chiarire molti lati oscuri che ancora avvolgono la vicenda. "Abbiamo evidenziato l'esistenza di piste alternative", ha affermato Andrea Guidi, l'avvocato del 35enne senegalese. Lo stesso legale in aula ha citato la sentenza di Appello di Stasi per l'omicidio di Garlasco. Come gli stessi inquirenti hanno spesso riconosciuto, il caso Pierina "ha avuto tante battute di arresto", ma già si guarda all'Appello

La vicenda

 L'iter giudiziario vero e proprio inizia quando Louis Dassilva viene iscritto nel registro degli indagati. È il 6 giugno del 2024, mesi dopo l'omicidio di Paganelli, in cui a essere attenzionati dalla polizia erano stati, oltre a Louis e alla moglie Valeria, anche la nuora della vittima, Manuela Bianchi, e suo fratello Loris. Gli esami di laboratorio si rivelano un flop perché a mesi di distanza i reperti mal conservati sono pieni di muffa e il Dna è, di conseguenza, praticamente inesistente. Quando poi viene a cadere anche la denominata "Cam 3", ossia la telecamera della farmacia che per il perito del Tribunale non riprende Dassilva la notte dell'omicidio, la battuta d'arresto è certa. 

Le rivelazioni di Manuela Bianchi

 È il 4 marzo 2025 quando Manuela Bianchi "confessa" - con Dassilva in carcere da quasi un anno - di averlo incontrato la mattina del ritrovamento del cadavere e di aver ricevuto dall'uomo le istruzioni su cosa dire alla polizia. Per gli inquirenti la donna risulta credibile anche sulla scia della sentenza del Riesame che ipotizzava proprio un tale incontro tra i due, legati fino a quel momento da una relazione affettiva extraconiugale. Le parole della nuora di Pierina, indagata per favoreggiamento e difesa dall'avvocata Nunzia Barzan, non hanno mai convinto i difensori di Dassilva che sulla Bianchi e su suo fratello Loris hanno sempre chiesto maggiori indagini nella convinzione di trovarvi, appunto, una pista alternativa. 

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