© Afp
© Afp
Il Pontefice a San Pietro: "Possiamo dar vita a un mondo nuovo". E poi ha battezzato dieci adulti
© Afp
© Afp
Il mondo devastato dalle guerre e dalle ingiustizie torna nelle parole del Papa. Così come l'appello alla pace. E lo fanno durante la Veglia pasquale, la prima celebrata da Leone XIV che, come da tradizione, è stata ospitata dalla Basilica di San Pietro. La messa è iniziata con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale su cui il Papa ha inciso un'Alfa e un'Omega - prima e ultima lettera dell'alfabeto greco - e le cifre dell'anno corrente. Dopo l'accensione del cero, c'è stata la processione verso l'altare alla quale è seguita la Liturgia della Parola: sette letture e sette salmi prima del Gloria che sancirà la Pasqua. Da qui la celebrazione ha ripreso secondo il normale rito, con omelia e benedizione dell'acqua battesimale. Durante la celebrazione, Leone XIV ha poi battezzato dieci adulti: cinque provenienti dalla diocesi di Roma, due dalla Gran Bretagna, due dal Portogallo e uno anche dalla Corea.
"Il santo mistero di questa notte dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace", ha esordito il Papa nell'omelia, durante la quale ha rivolto un appello per la Pace: il mondo è devastato da guerre e ingiustizie ma "non lasciamocene paralizzare" perché le pietre possono essere rotolate via anche dai nostri sepolcri, "come la sfiducia, la paura, l'egoismo, il rancore", nonché "la guerra, l'ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni", ha affermato il Pontefice.
"Tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l'aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo", ha aggiunto sottolineando che "hanno avuto il coraggio di parlare" con "parole di Dio". "Anche noi possiamo dar vita a un mondo nuovo, di pace e di unità. Come le donne, corse a dare l'annuncio ai fratelli, noi pure vogliamo partire, stanotte, da questa Basilica, per portare a tutti la buona notizia che Gesù è risorto", ha aggiunto il Papa, in un messaggio che arriva mentre la guerra in Iran va avanti da cinque settimane. "Alla durezza del peccato che divide e uccide" Dio "risponde con la potenza dell'amore che unisce e ridona vita", ha proseguito Leone XIV nel corso dell'omelia. Dio "non vuole la nostra morte, ma piuttosto che ci consacriamo a essere, nelle sue mani, membra vive di una discendenza di salvati".
L'anno scorso la Veglia e la messa di Pasqua erano state officiate da Papa Francesco: le ultime celebrazioni prima della sua morte, avvenuta proprio il giorno di Pasquetta (che nel 2025 è stato il 21 aprile). Ora, i fedeli attendono la mattina di domenica per assistere alla messa per la Risurrezione di Gesù di Prevost, prima del consueto affaccio dalla Loggia Centrale della basilica vaticana e della benedizione "Urbi et Orbi".