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Quinta settimana di guerra in Iran. Il presidente americano Donald Trump torna a minacciare Teheran: "Resa entro 48 ore o scatenerò l'inferno". Un missile cade vicino alla sito nucleare di Bushehr: un morto. In Usa gli agenti federali hanno arrestato la nipote e la pronipote del generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso nel 2020 da un attacco con un drone ordinato dal tycoon. Ora si trovano sotto custodia dell'Ice. Si conclude, infine, la missione di Giorgia Meloni nei Paesi del Golfo: la premier ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan. Tra i temi dell'incontro, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Parte della nostra sicurezza si decide nel Golfo, giusto esserci", ha detto Meloni. L'Iran ha avvertito Stati Uniti e Israele che "l'intera regione diventerà un inferno per loro" se l'escalation continuerà: dichiarazione in risposta alla minaccia del presidente Usa secondo cui "l'inferno si sarebbe abbattuto" sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì.
Una forte escalation, destinata probabilmente a estendersi a tutto il Medio Oriente: secondo il Wall Street Journal, i più stretti collaboratori hanno suggerito al presidente Donald Trump che colpire ponti e centrali elettriche iraniane è una legittima mossa militare per indebolire "in modo significativo" i piani missilistici e nucleari di Teheran. Trump ha fatto propria l'argomentazione nel discorso alla nazione di mercoledì, promettendo di bombardare l'Iran e di riportarlo "all'età della pietra". Alcuni funzionari hanno iniziato a chiamare privatamente la nuova fase '"Operazione Epic Fury 2", malgrado il nome non sia ufficiale.
Diverse centinaia di persone hanno partecipato a Tel Aviv a una manifestazione in piazza Habima per chiedere la fine della guerra, tra una sirena e l'altra che segnalavano l'arrivo di missili dall'Iran e dallo Yemen. Le restrizioni israeliane in tempo di guerra limitano attualmente gli assembramenti nelle aree pubbliche a 150 persone, ma in risposta a un ricorso stasera i giudici della Corte suprema israeliana hanno emesso una sentenza provvisoria secondo cui almeno 600 persone sarebbero state autorizzate a radunarsi in piazza Habima e 150 in ciascuna delle altre località sparse per il Paese. Intorno alle 20 ora locale, però, la polizia ha dichiarato la manifestazione illegale, sostenendo che alla protesta fossero presenti "centinaia di persone in più rispetto a quanto ordinato dal tribunale". Gli agenti di polizia hanno allontanato con la forza i manifestanti dalla piazza e ne hanno arrestati almeno 17.
L'Iran ha avvertito oggi Stati Uniti e Israele che "l'intera regione diventerà un inferno per loro" se l'escalation continuerà. Lo riportano i media iraniani, ripresi dal Telegraph. "Non dimenticate che se l'aggressione si estenderà, l'intera regione si trasformerà in un inferno per voi", ha dichiarato un portavoce iraniano. "L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell'Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete", ha precisato. La dichiarazione fa seguito alle minacce lanciate sempre oggi da Donald Trump, secondo cui "l'inferno si sarebbe abbattuto" sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì.
Il ministero degli Esteri argentino ha dichiarato di aver espulso il più alto diplomatico iraniano, mentre aumentano le tensioni tra il regime teocratico dell'Iran e il governo dell'Argentina, strettamente allineato con l'amministrazione Trump. In un messaggio su X, il ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno ha dichiarato che il capo d'affari iraniano, Mohsen Soltani Tehrani, ha lasciato il Paese "in ottemperanza" a una risoluzione emessa giovedì, che concedeva al diplomatico iraniano 48 ore per lasciare il Paese sudamericano.
I ribelli Houthi hanno colpito l'aeroporto israeliano Ben Gurion e obiettivi militari nel sud di Israele utilizzando un missile balistico e droni. Lo ha dichiarato il portavoce militare Houthi, il generale Yahya Saree. "Abbiamo preso di mira l'aeroporto di Lod [Ben Gurion] nell'area di Jaffa, insieme a obiettivi vitali e militari israeliani nel sud della Palestina occupata. La quinta operazione militare è stata condotta utilizzando un missile balistico a grappolo e diversi droni", ha detto Saree, citato dal canale televisivo al Masirah. Ha aggiunto che l'operazione è stata condotta congiuntamente con il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica e il movimento integralista islamico libanese Hezbollah.
Israele chiede l'evacuazione di un'area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei.
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I media iraniani riferiscono che almeno cinque persone sono rimaste uccise in un attacco agli impianti petrolchimici di Mahshahr. In mattinata, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva affermato che Israele ha condotto attacchi contro gli stabilimenti petrolchimici iraniani, che a suo dire rappresentano un'importante fonte di finanziamento per il governo iraniano. Lo scrive Al Jazeera.
La polizia israeliana ha arrestato dieci manifestanti durante la protesta contro la guerra in piazza Habima nel centro di Tel Aviv, con l'accusa di disturbo della quiete pubblica. I manifestanti, invece, hanno affermato che gli arresti sono stati sedici. Lo scrive Ynet.
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"'Non possiamo farci carico di asili nido e assistenza sanitaria, la gente deve capirlo. Siamo una grande potenza, facciamo le guerre'. Le parole di Trump sono distanti anni luce dai nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l'Italia migliore si dissocia nella maniera più netta. Ma perché Giorgia Meloni non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perché non riesce a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando i continui aumenti del carburante e dell'energia?". Lo afferma la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
"In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l'Italia sia importante, in una fase così difficile, essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico". Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso sui social. "Questa missione - aggiunge - è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica. Certo, quello che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran".
"Basta con la guerra infinita". Più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l'Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. "Non bombardate! Parlate!", "Basta con le sciocchezze di Bibi", hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell'Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: "Netanyahu è la più grande minaccia all'esistenza di Israele".
Israele ha annunciato la morte di un altro suo soldato in Libano, che fa salire a 11 il numero dei soldati israeliani morti in Libano nel conflitto attuale, legato a quello in Iran. Secondo quanto riferito da un funzionario militare, coperto dall'anonimato, il soldato sarebbe stato ucciso da fuoco amico. Israele ha lanciato intensi attacchi aerei su tutto il Libano dopo che il 2 marzo il gruppo libanese Hezbollah ha iniziato a lanciare razzi verso il nord di Israele in segno di solidarietà con Teheran, dopo che Usa e Israele hanno attaccato l'Iran il 28 febbraio avviando la guerra ancora in corso.
L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un suo soldato, ucciso in combattimento nel Libano meridionale, dove Israele e il gruppo islamista Hezbollah, sostenuto dall'Iran, si scontrano da oltre un mese. "Il sergente maggiore Guy Ludar, 21 anni, è stato ucciso in azione nel Libano meridionale", si legge in un breve comunicato militare. Con questa morte sale a 11 il numero di soldati israeliani uccisi nel Libano meridionale dal 2 marzo, data di ripresa delle ostilità con Hezbollah.
L'abbattimento di due jet militari americani da parte dell'Iran costituisce un attacco piuttosto raro per gli Stati Uniti, che non si verificava da oltre 20 anni. Il generale di brigata in pensione dell'Air Force Houston Cantwell, ex pilota di caccia F-16, riferisce che l'ultima volta che un aereo da guerra Usa era stato abbattuto dal fuoco nemico in combattimento era stato un A-10 Thunderbolt II durante l'invasione statunitense dell'Iraq del 2003.
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 23 missili balistici e 56 droni lanciati dall'Iran. Lo ha riferito il ministero della Difesa emiratino in un comunicato. Dall'inizio degli attacchi iraniani, le difese aeree degli Emirati hanno ingaggiato 498 missili balistici, 23 missili da crociera e 2.141 droni. Gli attacchi hanno causato la morte di due militari emiratini e di un civile marocchino impiegato dalle forze armate, nonché di altre dieci persone di nazionalità pakistana, nepalese, bengalese, palestinese, indiana ed egiziana. Un totale di 217 persone è rimasto ferito, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale Wam.
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall'Iran, diretto verso il nord di Israele. Le sirene d'allarme dello stato ebraico risuoneranno nei minuti successivi.
Il 60% del ponte dell'autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco "nemico" giovedì scorso, secondo quanto riportato dai media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj. Lo riporta Iran International.
L'Iran ha lanciato il settimo attacco della giornata con una raffica di missili balistici verso Gerusalemme e sull'area del Mar Morto, facendo scattare le sirene d'allarme in Israele. Lo riferisce il quotidiano "Times of Israel". A seguito dell'attacco non sono stati segnalati feriti. Un missile ha colpito un'area aperta "secondo il protocollo, mentre gli altri sono stati ingaggiati dalle difese aeree, ma i risultati dell'intercettazione sono ancora in fase di valutazione", affermano le Forze di difesa israeliane (Idf).
Due donne di origine iraniana sono state bloccate dalla polizia davanti all'ambasciata dell'Iran a Roma, dopo il lancio di uova contro il muro perimetrale della sede diplomatica nel corso di una protesta non autorizzata contro l'attuale governo del Paese. Le due giovani, di 19 e 21 anni, sono state identificate e accompagnate negli uffici del Commissariato Vescovio e denunciate per imbrattamento. Gli altri 10 attivisti che stavano manifestando sono stati identificati e allontanati dalle forze dell'ordine dopo pochi minuti.
L'Iran intende coprire i costi della ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dalla guerra con i pedaggi per il passaggio delle imbarcazioni internazionali dallo Stretto di Hormuz. Lo riporta Nour News, citando un funzionario ben informato. "Il nemico americano-sionista intende indebolire la forza economica del Paese attaccando le infrastrutture dell'Iran, mentre la Repubblica Islamica dell'Iran coprirà interamente i danni subiti grazie ai pedaggi per garantire la sicurezza del traffico nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato la fonte, citata da Nour News.
A conclusione del suo tour regionale in cui ha toccato Arabia Saudita e Qatar, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata negli Emirati Arabi Uniti per un incontro con il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan. "Nel sottolineare come la sua visita esprima la forte vicinanza dell'Italia a una Nazione amica, vittima di continui attacchi dell'Iran", Meloni "ha tenuto a manifestare profonda gratitudine per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani presenti negli Emirati all'inizio del conflitto", si legge in una nota di Palazzo Chigi. "In tale quadro, il colloquio ha focalizzato l'attenzione sulle prospettive del conflitto e sulle condizioni necessarie per la cessazione delle ostilità, a partire dalla necessità di assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. La conversazione ha infine permesso di fare il punto sulla cooperazione bilaterale, con particolare riferimento a un ulteriore rafforzamento degli investimenti reciproci nei settori strategici dell'energia, della difesa e della sicurezza", conclude la nota.
L'Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l'esercito, gli attacchi hanno portato all'interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L'agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
Il ministro degli Esteri e vice primo ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, ha ringraziato l'omologo iraniano, Abbas Araghchi per aver chiarito la sua disponibilità ad accettare la mediazione di Islamabad nella crisi in atto. Araghchi aveva si era detto "profondamente grato" al Pakistan per gli sforzi di mediazione mella guerra tra Iran e Stati Uniti, promettendo di recarsi ad Islamabad. Una precisazione che il ministro degli Esteri iraniano ha fatto "smentendo" le ricostruzioni definite "arbitrarie" dei media Usa.
Il dipartimento di Stato Usa ha riferito che la nipote e la pronipote del generale Qassem Soleimani, che era a capo della Fora Quds dei Guardiani della rivoluzione ed è stato ucciso in un attacco Usa del 3 gennaio 2020 a Baghdad, si trovano ora sotto custodia dell'Ice. Hamideh Soleimani Afshar e la figlia, questo il nome di nipote e pronipote del generale, sono state arrestate dopo che il dipartimento di Stato ha revocato le loro Green Card.
Le forze armate iraniane hanno attaccato con missili e droni la base militare statunitense di Al Adiri in Kuwait, in particolare il centro di addestramento per elicotteri Boeing CH-47 Chinook e il deposito di equipaggiamenti. Lo riporta l'emittente pubblica iraniana Irib.
Gli agenti federali americani dell'Ice hanno arrestato negli Stati Uniti la nipote e la pronipote del generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone. Lo ha fatto sapere il dipartimento di Stato. Le due donne sono state ammanettate dopo che il segretario di Stato, Marco Rubio, ha deciso di revocare il loro status di residenza permanente. "Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement (l'Ice, ndr)", si legge in un comunicato.
Ci sarebbero aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence per localizzare le forze Usa. Si tratterebbe, secondo il Washington Post, di "aziende private". Quando è scoppiata la guerra in Iran, tra l'altro, i social media sono stati inondati da post virali che descrivevano in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose.
"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni di tempo per raggiungere un accordo o aprire lo Stretto di Hormuz? Il tempo sta per scadere". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump nel suo ultimo post sul social Truth. "Mancano 48 ore prima che si scateni l'inferno. Gloria a Dio".
Un uomo è rimasto leggermente ferito dopo che un altro missile balistico iraniano è atterrato nel centro di Israele. Lo riferiscono i soccorritori del servizio d'emergenza israeliano Magen David Adom. Sul punto dell'impatto, come visibile da uno scatto pubblicato dal giornalista Emanuel Fabian, sarebbe scoppiato un incendio. Stando alle prime informazioni, il missile era dotato di una testata a grappolo.
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I Pasdaran affermano di aver preso di mira una nave "legata a Israele" nello Stretto di Hormuz con un attacco di droni, provocando un incendio. Il comando della Marina della Guardia Rivoluzionaria ha riferito su X che la nave colpita, che "è legata al regime sionista" e "ha preso fuoco", si chiama Msc Ishyka. Secondo siti specializzati, l'imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.
Secondo quanto riporta il New York Times, diversi leader europei starebbero subendo pressioni da parte di Donald Trump affinché stanzino immediatamente risorse militari per porre fine al blocco dello Stretto di Hormuz. Una prospettiva che però, sempre secondo il quotidiano statunitense, a cui nessuno avrebbe aderito. Anche perché molti Paesi europei "non sono nemmeno convinti che l'Iran abbia piazzato mine nello Stretto di Hormuz". Per questo si sarebbero resi disponibili a intervenire nel Golfo solo con dragamine e al termine del conflitto.
Le autorità iraniane hanno rilasciato permessi alle navi che trasportano beni di prima necessità e aiuti umanitari per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. L'autorizzazione si applicherebbe in particolare alle navi dirette verso i porti iraniani o verso quelli situati nel Mar di Oman.
"Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta". Lo ha scritto in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Araghchi ha poi accusato i media americani di "travisare la posizione dell'Iran". Secondo il Wall Street Journal, l'Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi in Pakistan nei prossimi giorni.
L'Iraq ha temporaneamente chiuso il valico di frontiera di Shalamcheh con l'Iran, dopo che alcuni attacchi aerei sferrati dal lato iraniano hanno causato la morte di un iracheno e il ferimento di almeno altri cinque. Il valico è stato chiuso sia al traffico commerciale che a quello civile.
La Francia sta potenziando le proprie forze armate con un massiccio ampliamento delle scorte di droni e missili entro il 2030. Il piano, secondo quanto filtra, prevederebbe un aumento del 400% dell'arsenale di droni, un incremento del 30% dei missili e un investimento di 9 miliardi di dollari destinato principalmente ad armi come bombe guidate e sistemi di difesa aerea.
Le squadre di soccorso israeliane stanno intervenendo in seguito alle segnalazioni di impatti nella zona centrale di Israele. In mattinata un nuovo lancio di missili balistici iraniani ha bersagliato lo Stato ebraico. Secondo quanto ha comunicato l'Idf, i missili avrebbero trasportato una testata a grappolo.
Si sono registrate esplosioni nei più importanti porti e complessi petrolchimici iraniani, in particolare quelli di Mahshahr e Bandar-e Imam Khomeini nel sud del Paese. Si tratta di snodi cruciali per l'esportazione di gas e dei prodotti provenienti dalle raffinerie vicine. Preso di mira anche il sito nucleare di Busher, dove il raid israelo-americano avrebbe ucciso una guardia dell'impianto.
L'entità dei danni che l'attacco iraniano del 3 marzo avrebbe arrecato all'ambasciata americana di Riad sarebbero molto più ingenti di quanto pubblicamente ammesso dall'amministrazione Trump. Lo hanno rivelato alcuni funzionari statunitensi al Wall Street Journal. Due droni, che Teheran ha negato di aver lanciato, avrebbero centrato il complesso diplomatico, distruggendo parti di tre piani e colpendo diverse aree sensibili, come la stazione CIA. Un incendio avrebbe imperversato per mezza giornata danneggiando in modo irreparabile alcune zone dell'ambasciata.
Il riconoscimento del programma nucleare pacifico è una delle condizioni imposte dall'Iran per la fine del conflitto in corso. Lo riferiscono fonti diplomatiche di Teheran alle agenzie di stampa russe. "Tra le condizioni per porre fine alla guerra c'è una pace duratura nella nostra regione, che non sia un semplice cessate il fuoco perché ne abbiamo già avuto un'amara esperienza. Un meccanismo sicuro per mantenere una pace duratura include la condanna degli aggressori, le riparazioni, il risarcimento dei danni materiali, la revoca di tutte le sanzioni e il rispetto del diritto dell'Iran a un nucleare pacifico".
Le fonti, parlando della situazione interna a Teheran, hanno aggiunto: "Al trentacinquesimo giorno di guerra l'Iran rimane pienamente governabile, nonostante l'assassinio di leader politici e militari. L'esercito sta reagendo".
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo. Poco prima era decollata dall'Arabia Saudita, dove aveva incontrato il principe ereditario e primo ministro saudita, Mohammed bin Salman. Durante la permanenza in Qatar è previsto un incontro con l'emiro, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
Secondo le autorità di Dubai, i detriti di due droni hanno colpito le facciate di due edifici nella metropoli, di cui uno appartenente alla società tecnologica statunitense Oracle. Le autorità hanno confermato che non si sono registrati feriti e che la situazione è stata rapidamente riportata sotto controllo. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato di attaccare Oracle e altre 17 aziende statunitensi, accusandole di essere coinvolte in operazioni di "spionaggio terroristico" in Iran. Precedenti attacchi di droni iraniani hanno causato danni a tre strutture di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein.
In Iran due uomini sono stati messi a morte con l'accusa di attività terroristiche: sono stati accusati di «appartenenza al gruppo dissidente in esilio dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo (MKO) e di aver costituito gruppi armati per compiere attentati dinamitardi nel Paese al fine di minare la sicurezza nazionale». Lo riporta una dichiarazione della magistratura, che ha aggiunto: «Avevano individuato luoghi sensibili e strategici e vi avevano lanciato ordigni esplosivi».
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell'Italia all'Arabia Saudita. L'incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l'impatto della crisi su imprese e cittadini. I due leader hanno anche concordato sull'importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Il Presidente Meloni e il Principe Mohammed hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due Nazioni in occasione della precedente missione del Presidente del Consiglio ad Al-Ula (gennaio 2025) e hanno concordato sull'importanza, ancora più nell'attuale scenario regionale e internazionale, di sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa.
Diverse esplosioni sono state udite nelle zone a nord di Teheran questa mattina. Lo riferiscono i cronisti di Al Jazeera.
Due caccia americani sono stati abbattuti in Iran. Si cerca uno dei piloti, mentre altri due sono stato tratti in salvo. Una tv iraniana ha annunciato una taglia. Durante le manovre colpito un elicottero che è poi scomparso dai radar. Secondo il Wsj, il pilota del secondo jet è riuscito a uscire dallo spazio aereo iraniano prima di catapultarsi. Per Trump, l'abbattimento dei caccia Usa 'non influirà sui negoziati' con l'Iran. Secondo i media iraniani, Teheran avrebbe respinto la proposta americana di 48 ore di tregua. In Libano feriti altri tre caschi blu.
Alcuni operatori iraniani stanno dissotterrando bunker sotterranei e silos missilistici colpiti da bombardamenti statunitensi e israeliani, riportandoli in funzione poche ore dopo un attacco. Lo riferisce il "New York Times" citando rapporti dell'intelligence statunitense. L'Iran ha inoltre conservato una quantità significativa dei suoi missili e lanciatori mobili, aggiungono i rapporti. Il Pentagono e la Casa Bianca questa settimana hanno affermato di aver compiuto progressi sostanziali contro l'Iran. Durante un briefing, il Pentagono ha dichiarato di aver colpito 11 mila obiettivi in Iran in cinque settimane di guerra. Tuttavia, le agenzie di intelligence statunitensi hanno espresso dubbi su quanto gli Stati Uniti siano vicini a distruggere la capacita' missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto. Pur non avendo una stima affidabile del numero di lanciatori ancora operativi, secondo funzionari statunitensi informati, l'Iran mantiene la capacita' di utilizzare il proprio arsenale residuo di missili balistici e lanciatori per colpire Israele e altri Paesi della regione.
I vigili del fuoco israeliani affermano di essere al lavoro per spegnere un incendio scoppiato nel sud di Israele, a seguito dell'impatto di un missile balistico iraniano nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba. "Al momento non si registrano feriti e non è stata riscontrata la presenza di materiali pericolosi", ha dichiarato il servizio antincendio, come riporta Times of Israel.
Il Bahrain, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha rinviato il voto sulla risoluzione che puntava a riaprire lo Stretto di Hormuz, ora sotto la minaccia delle ritorsioni iraniane. Secondo quanto riferito dai media Usa, il testo della risoluzione era stato significativamente edulcorato a causa dell'opposizione di Russia e Cina, ma non è bastato per sbloccare lo stallo. Il voto, allo stato, si terrà la prossima settimana: il progetto di risoluzione promosso dal Bahrein, che si prevedeva sarebbe stato messo ai voti oggi, autorizzerebbe misure difensive (e non azioni offensive, come inizialmente sostenuto dalle nazioni del Golfo e dagli Stati Uniti) al fine di garantire il transito in sicurezza delle navi attraverso il canale, da cui transita abitualmente un quinto del petrolio mondiale. Il Bahrein ha sollecitato il sostegno di tutte le 15 nazioni del Consiglio, ma il rinvio del voto indica che la bozza, pur modificata, non è ancora accettabile per la Russia e la Cina, che occupano seggi permanenti nel Consiglio.
Sono 365 i militari americani feriti dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, quasi cinque settimane fa: lo riferisce il Pentagono fornendo l'aggiornamento della situazione a venerdì, che include il totale già noto di 13 morti. Dei feriti in azione, la maggior parte è costituita dai 247 soldati dell'Esercito. Poi ci sono i 63 militari della Marina, i 19 Marines e i 36 avieri dell'Aeronautica.