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Guerra in Iran: 365 i militari americani feriti nell'operazione Epic Fury | Caccia Usa abbattuti: è giallo sul secondo pilota

Il Bahrain intanto rinvia il voto sulla risoluzione contro la stretta su Hormuz. 

04 Apr 2026 - 07:17
 © Da video

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Dopo cinque settimane di guerra in Iran, gli Stati Uniti aggiornano il bilancio dei soldati rimasti feriti durante l'Operazione "Epic Fury". Sono 365 i militari americani feriti dall'inizio del conflitto, riferisce il Pentagono fornendo l'aggiornamento della situazione, che include il totale già noto di 13 morti.

Intanto nelle ultime ore due caccia americani sono stati abbattuti in Iran: ai cerca uno dei piloti, mentre altri due sono stato tratti in salvo. Sul fronte del conflitto si segnalano nuovi attacchi su Israele: i vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere un incendio scoppiato nel sud di Israele, a seguito dell'impatto di un missile balistico iraniano nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba.

Resta al centro dell'attenzione anche lo Stretto di Hormuz dopo che il Bahrain, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha rinviato il voto sulla risoluzione che puntava a riaprire lo Stretto, ora sotto la minaccia delle ritorsioni iraniane. Il voto, allo stato, si terrà la prossima settimana.


Alcuni operatori iraniani stanno dissotterrando bunker sotterranei e silos missilistici colpiti da bombardamenti statunitensi e israeliani, riportandoli in funzione poche ore dopo un attacco. Lo riferisce il "New York Times" citando rapporti dell'intelligence statunitense. L'Iran ha inoltre conservato una quantità significativa dei suoi missili e lanciatori mobili, aggiungono i rapporti. Il Pentagono e la Casa Bianca questa settimana hanno affermato di aver compiuto progressi sostanziali contro l'Iran. Durante un briefing, il Pentagono ha dichiarato di aver colpito 11 mila obiettivi in Iran in cinque settimane di guerra. Tuttavia, le agenzie di intelligence statunitensi hanno espresso dubbi su quanto gli Stati Uniti siano vicini a distruggere la capacita' missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto. Pur non avendo una stima affidabile del numero di lanciatori ancora operativi, secondo funzionari statunitensi informati, l'Iran mantiene la capacita' di utilizzare il proprio arsenale residuo di missili balistici e lanciatori per colpire Israele e altri Paesi della regione.


I vigili del fuoco israeliani affermano di essere al lavoro per spegnere un incendio scoppiato nel sud di Israele, a seguito dell'impatto di un missile balistico iraniano nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba. "Al momento non si registrano feriti e non è stata riscontrata la presenza di materiali pericolosi", ha dichiarato il servizio antincendio, come riporta Times of Israel.


Il Bahrain, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha rinviato il voto sulla risoluzione che puntava a riaprire lo Stretto di Hormuz, ora sotto la minaccia delle ritorsioni iraniane. Secondo quanto riferito dai media Usa, il testo della risoluzione era stato significativamente edulcorato a causa dell'opposizione di Russia e Cina, ma non è bastato per sbloccare lo stallo. Il voto, allo stato, si terrà la prossima settimana: il progetto di risoluzione promosso dal Bahrein, che si prevedeva sarebbe stato messo ai voti oggi, autorizzerebbe misure difensive (e non azioni offensive, come inizialmente sostenuto dalle nazioni del Golfo e dagli Stati Uniti) al fine di garantire il transito in sicurezza delle navi attraverso il canale, da cui transita abitualmente un quinto del petrolio mondiale. Il Bahrein ha sollecitato il sostegno di tutte le 15 nazioni del Consiglio, ma il rinvio del voto indica che la bozza, pur modificata, non è ancora accettabile per la Russia e la Cina, che occupano seggi permanenti nel Consiglio.


Sono 365 i militari americani feriti dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, quasi cinque settimane fa: lo riferisce il Pentagono fornendo l'aggiornamento della situazione a venerdì, che include il totale già noto di 13 morti. Dei feriti in azione, la maggior parte è costituita dai 247 soldati dell'Esercito. Poi ci sono i 63 militari della Marina, i 19 Marines e i 36 avieri dell'Aeronautica.

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