Meloni conclude la missione nel Golfo: le tappe
© Withub
© Withub
La premier ha incontrato gli sceicchi Al-Thani e Mohamed bin Zayed Al-Nayyan: "Pronti a ricostruire le infrastrutture energetiche distrutte. Bisogna assicurare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz"
La missione di Giorgia Meloni nei Paesi del Golfo si è conclusa negli Emirati Arabi Uniti con l'incontro con il presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Tra i temi sul tavolo, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. In mattinata, la premier era sbarcata a Doha per un vertice con l'emiro qatariota, lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani. Venerdì 3 aprile si è tenuta invece una visita-lampo in Arabia Saudita, durante la quale Meloni ha incontrato il principe ereditario e primo ministro Mohammed bin Salman. In un video-messaggio pubblicato sul suo profilo social, Meloni ha spiegato che la "bussola precisa" del lavoro del governo è quella di "difendere l'interesse nazionale": per questo, secondo la premier, era giusto andare nel Golfo, "dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico".
Palazzo Chigi, in una nota, ha riferito i temi dell'incontro con il presidente emiratino. "Nel sottolineare come la sua visita esprima la forte vicinanza dell'Italia a una Nazione amica, vittima di continui attacchi dell'Iran, il presidente Meloni - sottolinea il comunicato - ha tenuto a manifestare profonda gratitudine per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani presenti negli Emirati all'inizio del conflitto".
"In tale quadro, il colloquio ha focalizzato l'attenzione sulle prospettive del conflitto e sulle condizioni necessarie per la cessazione delle ostilità, a partire dalla necessità di assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. La conversazione ha infine permesso di fare il punto sulla cooperazione bilaterale, con particolare riferimento a un ulteriore rafforzamento degli investimenti reciproci nei settori strategici dell'energia, della difesa e della sicurezza".
Poche ore prima, la premier è stata anche a Doha. Come si legge dalla prima nota diramata da Palazzo Chigi, Meloni ha "prima di tutto ringraziato l'emiro per l'assistenza fornita nell'evacuazione di numerosi cittadini italiani, in particolare i turisti in transito, che hanno voluto lasciare il Qatar all'inizio del conflitto".
La presidente del Consiglio ha poi rinnovato la "vicinanza" al governo e al popolo del Qatar per quanto sta avvenendo nelle ultime settimane. I due sono poi entrati nel merito della questione energetica, "confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti". Meloni ha insistito sulla disponibilità dell'Italia a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, e sulla necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz. Infine, Italia e Qatar, recita la nota, hanno rinforzato il legame di cooperazione, impegnandosi a lavorare insieme per "rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee".
La missione nel Golfo, come ha spiegato la stessa Meloni intervenendo al Tg1 di venerdì 3 aprile, ha lo scopo di manifestarsi come un "gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche", e al contempo "garantire all'Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari". La premier lo ha ribadito anche sabato 4 aprile sui canali social del suo partito Fratelli d'Italia, parlando del viaggio in Medio Oriente come una decisione presa "per rafforzare gli interessi dell'Italia".
Nel primo incontro di venerdì 3 aprile con Mohammed bin Salman, la premier Meloni ha intavolato una discussione sulle possibili modalità per assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre il sempre crescente impatto della crisi sulle imprese e sui cittadini italiani. Come già affermato diverse volte dalla presidente del Consiglio al termine di colloqui con altri leader europei, il primo passo per permettere una progressiva normalizzazione della situazione è "assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Il dialogo tra i due capi di governo si è anche soffermato sul partenariato strategico tra Italia e Arabia Saudita, lanciato nel gennaio 2025 ad Al-Ula, impegnandosi a "sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa".
© Withub
© Withub
Meloni ha commentato la sua missione nel Golfo con un video-messaggio, pubblicato sul suo profilo X: "In Patria come nelle missioni internazionali, il nostro lavoro ha una bussola precisa: difendere l’interesse italiano". Nelle immagini, registrate in macchina nella penisola arabica prima di rientrare a Roma, Meloni ha spiegato che ha "voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti" perché "per l'Italia è importante, in una fase così difficile, essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico".
"Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica - ha continuato la premier -. Certo, quello che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era ed è dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani, perché quando nel Golfo cresce l'instabilità non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie, perché il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo. Se qui la produzione o il transito si contrae, o addirittura si ferma, il prezzo aumenta per tutti e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l'energia che è necessaria, anche in Italia".
"Pensate che il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas, e nel suo complesso l'area del Golfo garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve - ha ricordato la presidente del Consiglio -. È per questa ragione che sono qui a parlare con leader con i quali l'Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici che sono fondamentali". La premier ha quindi concluso: "In un momento come questo, in un mondo sempre più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche, soprattutto forse, costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia. Ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni".
La missione della premer Meloni non ha riscosso alcun plauso da parte dell'opposizione. Matteo Renzi (Italia Viva) ha parlato di "scelta politicamente intelligente in tempi di crisi energetica", aggiungendo però un sibillino "allacciamo le cinture, ci attendono mesi difficili". Per il Pd, la presidente ha improvvisato "un tour dalla sera alla mattina come se fosse l'amministratore delegato aggiunto dell'Eni. Ora è sempre più evidente: si naviga a vista". Secondo la segretaria dem Elly Schlein, "essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire con chiarezza".
Nel M5s, invece, si è evidenziato il fatto che "un Paese che ha bisogno di un blitz a sorpresa per garantirsi le forniture energetiche non sta mostrando forza, sta mostrando fragilità. Chi ha davvero una strategia energetica solida non corre nel Golfo in piena emergenza bellica a trattare in posizione di necessità. La sicurezza energetica si costruisce nel tempo, non si improvvisa sotto la pressione di un conflitto".