Nonostante il tesoretto di circa un milione di euro, rinvenuto tra cassette di sicurezza e conti correnti, Pamela Genini diceva al fidanzato di non avere una lira. È quanto emerge dalle chat tra i due mostrate nella puntata di venerdì 25 settembre di "Quarto Grado", relative ai mesi precedenti il delitto: la donna è stata uccisa in casa a coltellate proprio dal compagno, Gianluca Soncin, il 9 maggio 2025.
Un mese prima dell'omicidio, il tono dei messaggi era già quello dell'accusa aperta. "Tu sei un violentatore, mi hai fatto violenza psicologica per due anni, facendomi perdere il lavoro e riducendomi con i soldi contati", scriveva la vittima, attribuendo al compagno la responsabilità della propria condizione. E subito dopo, la conferma di come diceva di vivere: "Non ho nemmeno i soldi per andare in giro".
Sulla stessa linea proseguiva il resto dello scambio, dove alla perdita dell'occupazione si aggiungeva il timore di restare senza un tetto. "Per colpa tua sono senza lavoro e senza casa tra un po'", insisteva la giovane, tornando ancora una volta sulle ristrettezze economiche.
Il passaggio più duro riguarda però il bilancio complessivo della relazione, racchiuso in poche righe: "Sto buttando via i miei anni migliori per una persona che non fa un ca**o per me, mi hai rovinata". Parole che restituiscono il senso di un rapporto vissuto come una perdita — di tempo, di autonomia e, nella sua percezione, anche di mezzi.
