nel quartiere Gorla

Milano, uccide la compagna 29enne con 24 coltellate e tenta il suicidio | Si era procurato le chiavi di casa | L'sms della giovane all'ex prima dell'agguato: "Ho paura, chiama la polizia"

Quando hanno suonato gli agenti, Pamela Genini ha cercato di distrarre Gianluca Soncin: "È Glovo". L'allarme dato anche dai vicini: "Chiedeva aiuto, urla strazianti". La vittima voleva interrompere la relazione con il 52enne. All'uomo contestati stalking, premeditazione, crudeltà e futili motivi

16 Ott 2025 - 17:53

Una donna di 29 anni, Pamela Genini, è stata uccisa nella sua abitazione, a Milano, da un 52enne, Gianluca Soncin, ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Niguarda. L'uomo, fermato per omicidio volontario aggravato, avrebbe tentato il suicidio dopo avere accoltellato la vittima. È accaduto in via Iglesias, nel quartiere Gorla. A chiamare il 112 sono stati i vicini di casa, allarmati per le urla provenienti dall'appartamento, e l'ex della giovane, con cui era diventata amica e con il quale si trovava al telefono prima di essere colpita a morte. Sul posto sono intervenute le volanti della Questura e i medici del 118, ma per l'influencer non c'è stato nulla da fare. La ragazza è stata colpita da 24 fendenti al collo, dorso, braccia, torace e mani. L'uomo ha poi rivolto il coltello contro se stesso ferendosi alla gola. Secondo la pm Alessia Menegazzo il delitto sarebbe avvenuto "al culmine di una serie di condotte persecutorie" e "dopo aver ripetutamente minacciata di morte" la 29enne con cui intratteneva una "relazione affettiva".  Pamela aveva però intenzione di lasciarlo.

La vicina: "Sentivo le urla strazianti di Pamela, chiedeva aiuto"

 "Ho sentito le urla di lei, veramente strazianti. È stato molto brutto", ha raccontato una vicina di casa di Pamela. "Lei chiedeva aiuto sul pianerottolo. Abitava al secondo piano, io abito al pian terreno. Il vicino dirimpettaio è andato in suo soccorso. La polizia è arrivata quasi subito, ha sfondato la porta di ingresso", ha aggiunto la donna.

Milano, chi era Pamela Genini, uccisa a 29 anni

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Pm: "Agguato in casa mentre la vittima era al telefono con l'ex"

 Pamela Genini era al telefono con l'ex fidanzato quando si è ritrovata dentro casa Gianluca Soncin, che da alcune settimane si era procurato il calco delle chiavi dell'appartamento di via Iglesias. È stato proprio l'ex fidanzato della 29enne, con cui la donna era al telefono per confidare i propri timori rispetto agli atteggiamenti minacciosi e violenti del 52enne accusato di omicidio, ad avvisare all'istante le forze dell'ordine.

Il messaggio della giovane all'ex: "Ha il doppione delle chiavi, chiama la polizia"

 "Ho paura, ha fatto doppione chiavi. È entrato, non so che fare, chiama la polizia". È il contenuto di un messaggio inviato da Pamela Genini all'ex fidanzato con cui era diventata amica e con il quale, prima di essere accoltellata, era al telefono. L'ex, sentito come testimone, ha raccontato di quella chiamata interrotta dall'arrivo improvviso dell'uomo con cui era contenta di aver chiuso i rapporti: "A un certo punto l'ho sentita gridare 'aiuto, aiuto, aiuto', - ha spiegato - dopo queste parole Pamela ha chiuso la telefonata".

L'ex: "Pamela mi diceva, se lo lascio mi uccide"

 Pamela Genini "pur volendosi allontanare e troncare la relazione, temeva di interromperla bruscamente perché aveva paura che Soncin facesse del male a lei e ai genitori in quanto lo stesso le diceva 'se mi lasci ti ammazzo e ammazzo tua madre', inoltre mi diceva 'io non posso lasciarlo altrimenti mi ammazza'". Lo ha detto l'ex fidanzato che ha chiamato la polizia per tentare di salvare la 29enne.

L'ex: "Lui l'aveva minacciata con una pistola"

 Ad agosto Pamela era stata "minacciata" da Gianluca Soncin, a Cervia, anche "con una pistola puntata al ventre", ma era riuscita ad uscire da casa di lui e a prendere "un taxi" e andare a Milano. È un altro dei dettagli raccontati nel suo verbale dall'ex fidanzato. Sempre il testimone ha raccontato che Soncin, stando a ciò che gli diceva la modella e imprenditrice, la pedinava. "L'avevo invitata a non effettuare pagamenti con la carta revolut, che lui stesso le aveva consegnato per monitorare i movimenti della carta e tracciare i percorsi", ha riferito. Pochi giorni fa, ha messo ancora a verbale, Soncin fece una "foto" delle chiavi di casa di Pamela e le disse che "l'aveva scattata con l'intento di fare una copia", ma lei sarebbe riuscita a fargliela cancellare. Tuttavia, la scorsa settimana lui aveva finto "di stare male per poter restare in casa" di lei a Milano e forse, ha detto il teste, avendo la "disponibilità" delle chiavi "in quella circostanza" ne fece una copia. Nelle "ultime tre settimane" Pamela "mi riferiva che si era decisa a lasciarlo", ma lui "in risposta decideva di non lasciare l'appartamento" di via Iglesias. Poi era andata "in vacanza" con lui a Padova, temendo un'altra sua "reazione violenta". Fu là che lui minacciò anche "di uccidere il cane" di Pamela. Poco dopo le 18 di ieri, sempre stando al racconto dell'amico ed ex, Pamela "aveva comunicato al Soncin di averlo lasciato definitivamente". E sempre all'ex aveva detto quel mattino che stava andando a Lugano "per iscriversi all'università" con una sua amica, anche se aveva sempre "paura" di lui.

Quando hanno suonato al citofono gli agenti, la 29enne ha cercato di distrarre Soncin: "È Glovo"

 Quando gli agenti della polizia hanno suonato al citofono, l'influencer ha detto a Soncin "è Glovo", nella speranza che gli credesse. L'uomo ha invece cominciato ad accoltellarla fino a ucciderla. Gli agenti dell'Ufficio prevenzione generale, chiamati dai vicini, hanno sfondato la porta dell'appartamento trovando Pamela in fin di vita. Al loro arrivo Soncin si era già inferto due coltellate alla gola tentando o forse inscenando un tentativo di suicidio. Non è in pericolo di vita ed è stato dimesso dall'ospedale Niguarda di Milano.

Contestate al 52enne le aggravanti della premeditazione e dello stalking

 La pm di Milano Alessia Menegazzo, con l'aggiunta Letizia Mannella nelle indagini della polizia, ha contestato le aggravanti della premeditazione e dello stalking a carico di Soncin nella richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per l'omicidio di Pamela Genini. L'uomo di fronte alla pm si è avvalso della facoltà di non rispondere. La premeditazione è stata contestata perché il 52enne si sarebbe presentato a casa della giovane utilizzando una copia delle chiavi che aveva fatto di nascosto qualche settimana fa e portando da fuori un coltello da caccia usato per ucciderla. Gli atti persecutori sono stati contestati sulla base di testimonianze di conoscenti che hanno riferito di botte, lividi e minacce dell'uomo alla 29enne. Contestate come aggravanti, oltre alla premeditazione e allo stalking, anche i "futili motivi" e la "crudeltà".

Allo stato, non risultano denunce arrivate in passato in Procura a Milano. La 29enne aveva una relazione con Soncin e aveva intenzione di lasciarlo. Nelle ultime ore, alcuni testimoni, tra conoscenti e amici della donna, hanno raccontato agli investigatori che la giovane in alcune occasioni sarebbe stata picchiata e minacciata dal compagno che aveva atteggiamenti persecutori. Sulla richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere dovrà decidere il gip.

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