A Schiavonia

Padova, paziente fuori controllo distrugge l'area del pronto soccorso dell'ospedale

Momenti difficili per tutto il personale sanitario presente e disagi per gli altri pazienti fino a fine giornata. E non è l'unico caso negli ultimi giorni

08 Set 2026 - 08:53
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Ha distrutto un bagno del pronto soccorso, dei mobili e anche degli strumenti medici e ha minacciato il personale sanitario dell'ospedale. L'episodio si è verificato nel pomeriggio di domenica 6 settembre agli Ospedali Riuniti Padova Sud di Schiavonia. Il paziente era in preda a uno stato di agitazione piscomotoria. Per bloccarlo è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine.

Paziente devasta l'area del pronto soccorso a Padova

  L'immagine del bagno all'interno della struttura sanitaria veneta parla da sola: l'episodio è avvenuto intorno alle 17.30 e si è protratto per circa due ore. Solo grazie all'intervento dei presenti non si sono registrati feriti. L'uomo era arrivato in pronto soccorso tramite il 118: fin dalle prime fasi dell'assistenza si era mostrato scarsamente collaborante e contrario agli accertamenti, assumendo progressivamente comportamenti aggressivi nei confronti degli operatori sanitari. Il personale ha quindi attivato le procedure previste per la gestione dei pazienti in stato di agitazione psicomotoria.

Lanciata anche una barella

   Nonostante gli interventi messi in atto, il paziente ha ulteriormente intensificato la propria condotta aggressiva, inveendo contro il personale e lanciando diversi oggetti, tra cui una barella. Poi è entrato in un bagno, dove ha danneggiato il lavabo e altri elementi della struttura. Il personale è riuscito a isolarlo in quella stanza, poi le forze dell'ordine hanno gestito la situazione fino a bloccarlo. L'episodio ha avuto ripercussioni sull'organizzazione del Pronto Soccorso fino alle 22.

Aggressione anche a Brindisi

  Ma non è l'unica aggressione che si è verificata nelle ultime ore ai danni di personale sanitario e strutture. A Brindisi un infermiere del Centro ustioni dell'ospedale Antonio Perrino sarebbe stato aggredito da un paziente. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo era arrivato al Centro ustioni dal pronto soccorso, dove si era recato per un'ustione al braccio in seguito a un incidente domestico. Nel reparto avrebbe prima aggredito verbalmente, poi minacciato di morte e schiaffeggiato, l'infermiere. Sul posto è intervenuta la polizia. 

L'aggressione, denuncia l'Ordine delle professioni infermieristiche di Brindisi, è la quarta accaduta in pochi giorni dopo gli episodi avvenuti nei reparti di Psichiatria, Ortopedia e Pneumologia. "Una sequenza ravvicinata - si legge in una nota dell'Opi - che impone di affrontare il tema della sicurezza negli ospedali come una vera emergenza organizzativa".

Un altro caso nel Reggiano

  E ancora a Castelnovo Monti, in Appennino Reggiano un uomo ubriaco, che pretendeva un ricovero in ospedale che però non era necessario, ha aggredito un medico e un infermiere del pronto soccorso del Sant'Anna. A fermarlo ci hanno pensato i carabinieri intervenuti sul posto: lo hanno bloccato e denunciato a piede libero con l'accusa di lesioni commesse ai danni di personale sanitario.

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Pugno al medico per un mancato ricovero

   L'uomo, nella tarda serata di sabato 5 settembre, si è presentato al triage chiedendo di essere trattenuto. Non sussistendo i presupposti, gli era stata prospettata la possibilità di svolgere un colloquio specialistico con uno psichiatra all'ospedale di Reggio Emilia, attivandosi per organizzare il relativo trasporto. Mentre il medico di turno era al telefono per concordare il tutto coi colleghi, l'uomo si è avvicinato all'improvviso e lo ha colpito con un pugno al volto. Un infermiere è intervenuto per difenderlo, ma a sua volta è stato aggredito. Da qui l'allarme al 112 coi militari che quando sono arrivati hanno trovato l'uomo disteso sul pavimento, in stato di alterazione. Le due vittime dell'aggressione sono state medicate con una prognosi di 5 e 7 giorni. 

I dati

 Secondo i dati pubblicati dal ministero della Salute, sono state quasi 18mila, nel 2025, le aggressioni a operatori sanitari e socio-sanitari, con oltre 23mila operatori (23.367) coinvolti, considerato che un singolo episodio può interessare più persone. Il dato emerge dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Il rapporto evidenzia una sostanziale stabilità nel numero delle segnalazioni, con un leggero calo rispetto al 2024 (18.392 episodi). Al contrario, aumenta il numero complessivo degli operatori coinvolti: dai circa 22 mila del 2024 si passa a oltre 23 mila nel 2025.

Chi aggredisce e in che modo

  Gli aggressori sono principalmente i pazienti, seguiti da familiari o caregiver. Come già rilevato nel 2024, prevalgono nettamente le aggressioni verbali (69%), rispetto a quelle fisiche (25%) e a quelle contro la proprietà (6%). Le donne risultano le più colpite, con percentuali superiori al 60% nella maggior parte delle regioni.

Chi sono le vittime

  Le categorie professionali maggiormente interessate sono gli infermieri (55%), seguiti da medici (16%) e operatori socio-sanitari - OSS (11%). Un ulteriore 12% delle segnalazioni riguarda altre figure, tra cui personale non sanitario, operatori di front office (3%), vigilanti, soccorritori e altri addetti ai servizi (9%).

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