Napoli, arrestati i presunti responsabili dell'omicidio di Mariano Bacio Terracino
Ciro Culiersi e Oscar Pecorelli sono accusati di aver partecipato al delitto del 2009, ripreso dalle telecamere e diventato noto in tutto il mondo
Sono stati arrestati Ciro Culiersi, 39 anni, e Oscar Pecorelli, 47, nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Mariano Bacio Terracino, ucciso a colpi di pistola l'11 maggio 2009 nel rione Sanità, a Napoli. I carabinieri hanno eseguito nei loro confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Culiersi avrebbe guidato lo scooter utilizzato per raggiungere il luogo dell'agguato, mentre Pecorelli avrebbe ideato e organizzato il delitto. Informazioni che sono emerse grazie alle nuove indagini, sviluppate a partire dalle parole di diversi collaboratori di giustizia.
Il delitto ripreso dalle telecamere
L'omicidio di Mariano Bacio Terracino avvenne all'interno di un bar nel vicolo Santa Maria del Pozzo, nel quartiere Sanità. L'11 maggio 2009 la vittima si trovava nella porta del locale quando un uomo, uscendo l'ha ucciso sparando diversi colpi di pistola. A rendere il caso particolarmente noto furono le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Il filmato, diffuso dagli organi di informazione alcuni mesi dopo il delitto, mostrava le fasi dell'esecuzione e fece rapidamente il giro d'Italia e del mondo. Nonostante la diffusione del video, tuttavia, restavano da chiarire diversi aspetti della vicenda, a partire dalle responsabilità di chi avrebbe preparato e organizzato l'azione.
I ruoli dei due indagati
Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, Culiersi avrebbe avuto il compito di guidare il ciclomotore sul quale viaggiava l'esecutore materiale dell'omicidio. Pecorelli, già detenuto al regime del 41 bis, è invece accusato di aver ideato e organizzato il delitto, curando la preparazione dell'agguato e i collegamenti tra le persone coinvolte. Culiersi era tornato in libertà appena undici giorni prima dell'arresto, dopo aver terminato di scontare una precedente condanna nel carcere di San Gimignano il 16 ottobre. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Le indagini hanno delineato il possibile coinvolgimento di più persone, tra cui una terza, nel frattempo deceduta, e altri soggetti non ancora identificati.
La pista della vendetta
Per chi indaga l'omicidio sarebbe un regolamento di conti tra clan. In particolare, sarebbe collegato all'uccisione di Gennaro Moccia, storico boss di Afragola, avvenuta negli anni Settanta. Bacio Terracino era stato accusato di aver partecipato a quell'omicidio, ma era stato assolto. Un contributo importante agli approfondimenti è arrivato dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Tra questi figura anche una persona che ha iniziato a collaborare con gli inquirenti nel febbraio 2026, fornendo nuovi elementi utili a ricostruire le circostanze dell'omicidio e i ruoli dei presunti responsabili.
