Il post sui social

Marracash sulla guerriglia a Milano e le proteste degli autotrasportatori: "Con le buone non cambi le cose"

Il rapper, che da sempre si batte contro le disuguaglianze sociali, si esprime con un lungo messaggio: "Aspettavo questa reazione da tempo"

19 Ott 2026 - 22:21
 © Dal Web

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Da Marracash a È finita la pace. Passando per King del Rap, Status fino a Noi, loro, gli altri. In ogni album di Marracash ci sono delle canzoni e dei versi che puntano il dito contro le disuguaglianze sociali. E anche stavolta, Fabio Bartolo Rizzo non si è tirato indietro. Di fronte alle proteste che hanno coinvolto l'Italia da nord a sud, il noto rapper italiano ha affidato i suoi pensieri in un post su Instagram schierandosi a fianco degli studenti e degli autotrasportatori: "Aspettavo questa reazione da tempo, con le buone non cambi le cose". Come scrisse nel brano "Power Slap" uscito nel suo ultimo album.

"Chi mi conosce bene sa da che parte sto": il messaggio su Instagram

 Sono tanti i pensieri di Marracash, ma il filo conduttore è unico: il sostegno alle proteste. "Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente. Certo, rispetto chiunque cerchi di far sentire la propria voce con ogni mezzo, ma dal canto mio ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo. Attraverso le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro, oltre ovviamente a ciò che diciamo e facciamo tutti i giorni, non solo in una storia o un post nei momenti critici": inizia con queste parole il suo post.

Poi, Marracash va dritto al punto: "Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto. Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio. Due anni fa pubblicavo un disco catastrofista già dal titolo. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose.

L'impegno contro le disuguaglianze nel corso della discografia

 "Con le buone non cambi le cose" non è un verso casuale. Ma è un'espressione che simboleggia la necessità di una scossa forte ed è inserita all'interno di un album, È finita la pace, che fotografa il malessere sociale, le tensioni collettive e il rifiuto di una quiete superficiale di fronte a un mondo polarizzato e in crisi. Tutta la discografia di Marracash, del resto, contiene canzoni e frasi simili. Noi, loro, gli altri è un album dedicato alla divisione della società in tribù, clan e classi, dove l'artista indaga le dinamiche del potere, del pregiudizio e delle disuguaglianze sistemiche. Oppure, per fare un altro esempio, c'è il brano Fino a qui tutto bene nell'omonimo disco del 2010: una canzone che dipinge il crollo finanziario, sociale e culturale italiano dell'epoca e si addentra dentro le ansie della periferia, definita "una prigione a cielo aperto".

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