6^ Riunione dello Steering Committee

Guerra mondiale alla 'ndrangheta: record di arresti e sequestri grazie Progetto I-CAN

L'iniziativa congiunta del Segretariato generale Interpol con il dipartimento di polizia di Stato italiano si rafforza con l'adesione di nuovi Paesi e risultati record: 181 arresti dal 2020, di cui 78 nel 2025

09 Ott 2026 - 09:58
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Giovedì 8 ottobre, a Roma, si è tenuta la 6^ riunione dello Steering Committee del Progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against 'Ndrangheta), co-presieduto dal vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Raffaele Grassi e dal direttore esecutivo per le Police Capabilities del Segretariato generale Interpol Harald Arm, con la presenza del Project leader Primo Dirigente della polizia di Stato dr. Simone Pioletti e di un dirigente del Bundeskriminalamt (B.K.A.) tedesco, per valutare i risultati conseguiti e definire le linee strategiche future.

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Il Progetto I-CAN, iniziativa congiunta del Segretariato generale Interpol con il dipartimento di P.S. italiano, rappresenta una piattaforma e un modello di eccellenza per il contrasto globale alla 'ndrangheta che valorizza il sistema Italia nel mondo. Lanciato nel 2020 e, rinnovato fino al 31.12.2027, il Progetto, fino ad oggi, ha assicurato la cattura di 181 soggetti collegati alla 'ndrangheta in 32 Paesi del mondo, di cui 70 latitanti. In particolare, dal primo gennaio 2025 fino alla data corrente, sono stati arrestati 78 ricercati in 14 Paesi, a sostegno della forte accelerazione operativa di tutte le attività progettuali, sostenuta dal prefetto Grassi. 

La situazione

 La 'ndrangheta, come ribadito dal vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza prefetto Raffaele Grassi, "è una delle più potenti e segrete holding poli-criminali transnazionali, broker mondiale del commercio della cocaina, specialmente tra il Sud America e l'Europa, ad oggi presente in almeno 85 Paesi del globo. Inoltre, la 'ndrangheta rappresenta una minaccia di tipo ibrido, in quanto ha la capacità di infiltrarsi nel tessuto economico legale e nelle istituzioni degli altri Paesi e sfrutta le nuove e più avanzate tecnologie, dalle cripto-valute, all'intelligenza artificiale, per il riciclaggio".

Il direttore esecutivo delle Capacità di polizia del Segretariato generale di Interpol, Harald Arm ha aggiunto: "Il nostro lavoro nell'ambito dell’iniziativa I-CAN ha messo in luce la portata globale di questa rete criminale, che opera in oltre 85 Paesi. Non si tratta più di una questione regionale italiana, ma di una minaccia transnazionale che richiede una risposta internazionale coordinata. Di conseguenza, il Progetto si è ampliato da 8 a 28 Paesi, mentre Interpol continua a rafforzare la cooperazione internazionale per contrastare e smantellare queste reti in tutto il mondo".

La risposta multilaterale

 Il Progetto, come sostenuto dal Project leader Primo Dirigente della Polizia di Stato dr. Simone Pioletti, "con un approccio di tipo olistico, assicura lo scambio di informazioni e best practices, persegue lo smantellamento delle organizzazioni criminali, la localizzazione e la cattura dei latitanti, la ricerca, il sequestro e il recupero dei beni economico - finanziari riconducibili alla 'ndrangheta all'estero, anche attraverso l’utilizzo di specifici strumenti di asset tracing, quali le Silver notices Interpol. Inoltre, il Progetto vuole identificare nuove tendenze di infiltrazione della 'ndrangheta nell'economia legale e nelle Istituzioni e, individuare, analizzare e contrastare i nexus criminali della 'ndrangheta all’estero con altri sodalizi come la mafia balcanica e i cartelli sudamericani, tra cui il Primeiro Comando da Capital, il Tren de Aragua e i cartelli messicani".

Le attività che il Progetto I-CAN supporta finanziariamente, sono strategiche e operative: sensibilizzazione e formazione delle autorità di polizia e giudiziarie dei vari Paesi, sul fenomeno 'ndrangheta e sul relativo stato di penetrazione all'estero, analisi (con apposito database dedicato) e supporto operativo e coordinamento investigativo per i profili internazionali delle indagini degli Uffici Centrali Investigativi delle forze di polizia italiane, oltre che dei collaterali uffici di polizia stranieri, attraverso punti di contatto specifici in tutti i Paesi partner (28 ad oggi), stabiliti per assicurare un flusso info-operativo rapido e sicuro e con funzioni di ‘antenna’ per l’acquisizione di notizie e avviare nuove investigazioni.

I Paesi partecipanti

 I Paesi membri del Progetto sono ad oggi 28, dislocati in quattro continenti e uniti secondo il motto "All togheter against 'ndrangheta". Oltre all'Italia, principale finanziatore, aderiscono Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Francia, Germania, Lussemburgo, Malta, Messico, Paesi Bassi, Panama, Paraguay, Regno Unito, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Uruguay. Nella 6^ riunione dello Steering Committee è stato autorizzato l’ingresso del Messico, Principato di Monaco e della Svezia.

I risultati

 Il Record dal 2025 ad oggi in tutte le attività: arresti, analisi, sensibilizzazione e formazione. 

  • Arresti di 'ndranghetisti e latitanti: L'attività operativa svolta dal mese di giugno 2020, supportata finanziariamente e, coordinata dal Progetto I-CAN, ha consentito di localizzare e trarre in arresto 181 persone collegate alla 'ndrangheta in 32 Paesi del mondo, di cui 70 latitanti; inoltre sono state sequestrate ingenti somme di denaro, droga e armi.

Dall'1 gennaio 2025, sono stati arrestati 78 soggetti collegati alla 'ndrangheta, di cui 19 latitanti, in 15 Paesi, tra cui capi ed elementi di spicco catturati in Belgio, Colombia, Costa Rica, Spagna, Marocco e Germania. Sono state implementate le attività con l’America latina, ove, nel 2025 sono stati arrestati quattro soggetti, di cui due latitanti. Tra questi, tre presunti broker del narcotraffico sono stati fermati in Colombia.

  • Adesioni al Progetto I-CAN dal 2025: ben 8 Paesi: Cile, Panama, Costa Rica, Lussemburgo, Principato di Monaco, Messico, Romania e Svezia. 
  • Analisi: il Crime Analysis File (CAF) del Progetto I-CAN, ad oggi conta oltre 137mila entità censite, con un incremento dal 2025 del 110%, rispetto al periodo 2020-2024. Grazie alle attività di analisi, è stata elaborata una mappatura della 'ndrangheta in ben 85 Paesi del mondo.
  • Estradizioni/consegne effettuate dall’Unità I-CAN del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia dal 2020 ad oggi: 95.
  • Formazione e sensibilizzazione sul fenomeno 'ndrangheta: oltre 2500 operatori di Polizia dei Paesi partner hanno ricevuto specifica formazione tecnica. Dal 2025 ad oggi, il Progetto ICAN ha organizzato e coordinato 77 riunioni info-operative e strategiche in Italia e all'estero, coinvolgendo i delegati di oltre 60 Nazioni. Inoltre, dal 2025, è in corso la formazione degli allievi funzionari dell’Accademia del BKA tedesco sulle più tecniche di investigazione.
  • Interoperabilità con altre iniziative progettuali: dal 2025, è stata assicurata una proficua sinergia con altre iniziative a livello europeo come il Programma El PacCTO 2.0, i Progetti in area balcanica, @ON, la Silver Notice, ed è stato realizzato l’obiettivo strategico di assicurare la partecipazione del Progetto I-CAN alle azioni operative del programma EMPACT della Commissione europea, nei Paesi e nei settori di principale interesse della 'ndrangheta. 

Il Progetto ICAN ha partecipato attivamente all’operazione internazionale di polizia "ATLAS NEXUS" organizzato nel mese di luglio scorso, nell'ambito di EMPACT, che ha coinvolto i Paesi del centro e dell'America latina, assicurando la cattura di circa 500 soggetti collegati alla criminalità organizzata transnazionale, oltre al sequestro di centinaia di chili di stupefacenti e ingenti beni oggetto di riciclaggio. 

  • Workshop operativi: 12 totali, di cui 5 dal 2025 ad oggi.

Attività future

 A conclusione dell’incontro c’è stato il passaggio di consegne tra l’attuale Project leader Primo Dirigente della Polizia di Stato dr. Simone Pioletti e il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Giorgio Tommaseo, il quale guiderà il Progetto I-CAN per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nel suo proseguo. L'iniziativa sarà coinvolta nell’implementazione di diverse azioni operative della piattaforma EMPACT, tra cui quelle relative all’area balcanica, all’area dell’America latina, nella ricerca dei latitanti nonché nella possibile infiltrazione della criminalità organizzata nelle imprese, mentre sono in fase di organizzazione alcuni workshop info operativi incentrati sulla condivisione di expertise per l’intercettazione di comunicazioni criptate.

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