Nuovi sviluppi

Delitto di Garlasco, alcuni reperti liquidi sarebbero stati distrutti nel 2016 prima dell'ok dei giudici

Lo smaltimento sarebbe stato disposto dal colonnello Marino del Ris di Parma prima che l'autorità giudiziaria desse l'autorizzazione, arrivata solo nel febbraio 2022

05 Ott 2026 - 21:35
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Le soluzioni liquide ricavate da tracce e reperti al centro dell'indagine sull'omicidio di Chiara Poggi - i cosidetti "eluiti" del caso Garlasco - sarebbero stati distrutti nel maggio 2016, quindi sei anni prima del via libera dei giudici. La novità emergerebbe dalle carte dell'inchiesta, secondo le quali lo smaltimento sarebbe stato disposto dall'allora colonnello Marino del Ris di Parma prima che l'autorità giudiziaria desse l'autorizzazione, arrivata solo nel febbraio 2022. Nel 2007 era stato lo stesso Ris a mettere a verbale che tutti gli eluiti sarebbero stati conservati e poi messi a disposizione dell'autorità giudiziaria, cosa di fatto non avvenuta.

Sempre secondo quanto trapelato nelle ultime ore, nel settembre 2021 la Corte d'Assise di Appello avrebbe disposto la distruzione di una serie di reperti ancora sotto sequestro. La difesa di Alberto Stasi si oppose chiedendo di conservarne alcuni, ma nel gennaio 2022 la Corte autorizzò la distruzione, disponendo la restituzione delle biciclette a Stasi.

Nel 2025, con la nuova inchiesta, la Procura di Pavia ha chiesto al Ris di Parma lo storico degli "eluiti" della traccia 33 ricostruendo che quelli distrutti nel maggio 2016 erano stati smaltiti su ordine dell'allora colonnello Marino, secondo quanto riferito da due militari dell'epoca. Resta da stabilire se tra gli eluiti distrutti ci fosse anche quello legato alla traccia 33.

Luongo: "Se qualcuno dell'Arma ha sbagliato su Garlasco pagherà"

 "Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali nel passato, la risposta dell'Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza" le parole del comandante dei Carabinieri, Salvatore Luongo, in merito a eventuali sviluppi sul caso Garlasco. "Eventuali errori o condotte illecite dei singoli non devono intaccare l'onorabilità di migliaia di Carabinieri, né tantomeno il valore del Ris, ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede, perché la tutela della regalità viene prima di ogni cosa".

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