Lorena Isceri, il padre Franco: "Mi auguro che mia figlia sia l'ultima | Non abbiamo fatto in tempo a denunciare quel mascalzone"
Il padre della 45enne rapita e uccisa dall'ex: "Vorrei vedere una legge con l'unanimità della politica per difendere le donne. Il popolo italiano ormai ha le tasche piene di queste tragedie. È tardi, fate presto"
"Innanzitutto, un grande abbraccio a mia moglie, a mio figlio, a mia cognata, che stanno patendo le pene come le sto patendo io. Non so più cosa dire, non ho più parole. Vorrei chiudere subito questo collegamento; non lo faccio proprio perché conosco il vostro lavoro, che è un grande lavoro. Grazie per continuare a dare queste notizie, mi auguro che mia figlia sia l'ultima vittima". Questo l'appello di Franco Isceri - padre di Lorena, la donna rapita e poi gettata dall'ex Federico Vella da un viadotto sull'A1 - ai microfoni di Dentro la notizia, condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5.
L'appello alla politica: "Fate presto, stanno morendo tante donne"
Isceri si è nuovamente rivolto alla politica. "Penso che il mio messaggio l'abbiano capito, penso che si interessino al massimo, perché di queste tragedie il popolo italiano ormai ne ha le tasche piene. Non si può più andare avanti. Stanno morendo tante donne che non lo meritano. Ormai è tardi, fate presto". E ancora: "Quanto vorrei vedere una legge con l'unanimità della politica per difendere le donne".
"Dicevo a mia figlia di denunciarlo, non abbiamo fatto in tempo"
Sull'assassino di Lorena, "non l'ho mai conosciuto - ha detto Isceri -. Però ormai ho 78 anni, ho i capelli bianchi e di esperienza nella vita ne ho. Un pochettino di paura l'avevo, altrimenti non sarei stato sempre a dirle 'Denunciamolo'. Lei era una ragazza buona, non lo voleva rovinare. Non ci ha dato tempo quel mascalzone che non è altro". E poi: "Mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. La prima cosa da fare è denunciare. Ma non deve finire qui, bisogna proteggere le donne".
Il ricordo: "Quel giorno in cui si è laureata..."
Il padre di Lorena ha concluso l'intervento a Dentro la notizia parlando dei ricordi più belli di sua figlia: "Ne ho tanti. Per esempio non posso dimenticare il giorno della laurea. La chiamano, le fanno le domande, comincia a parlare e alla fine il professore dice 'Isceri, alt! Piccolo il corpo, grande il cervello. 110 e lode'".
