Famiglia nel bosco, il tribunale: "Allontanare la madre dai bimbi, è ostile e squalificante" | Meloni contro i giudici: "I figli non sono dello Stato"
L'ordinanza: "La mamma non si fida di nessuno e ostacola gli interventi programmati". Contrario il Garante dell'Infanzia: "La decisione va sospesa, si rischia di infliggere nuovi traumi ai minori"
Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha deciso di allontanare Catherine Birmingham - la mamma dei "bambini del bosco" - dalla casa famiglia in cui le era stato concesso di stare insieme ai piccoli, separandola di fatto dai figli. "La persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l'equilibrio emotivo e l'educazione dei minori", si legge nell'ordinanza dei giudici. Una decisione contestata dall'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Marina Terragni, che chiede la sospensione della decisione in attesa di "un ulteriore approfondimento medico indipendente".
La mamma lascia la casa famiglia alle 21
La mamma della famiglia del bosco, con il viso segnato dal dolore, ha lasciato intorno alle 21.20, la casa famiglia dove si trovava dal 20 novembre scorso con i suoi bambini. È salita sull'autovettura del marito e insieme hanno varcato il cancello della struttura, senza rilasciare, scuri in volto, alcuna dichiarazione. Marito e moglie trascorreranno la notte nella casa messa a disposizione gratuitamente da un ristoratore del Chietino, presente oggi davanti la casa famiglia insieme alla figlia, in segno di solidarietà e supporto.
Il post del presidente del Consiglio sulla vicenda
Ha commentato la vicenda anche il premier Giorgia Meloni: "Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la "famiglia nel bosco", mi lasciano senza parole'", ha affermato sui social il presidente del Consiglio. "Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione - scrive - che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre. Il mio pensiero va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico".
"Il compito dei Tribunali per i Minorenni - continua Meloni - è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. Perché i figli non sono dello Stato: i figli - sottolinea la premier - sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti".
Le motivazioni dell'ordinanza
"Catherine è spesso ostile e squalificante, deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e/o le nostre spiegazioni. Non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa", si legge in uno dei passaggi dell'ordinanza del Tribunale che cita gli educatori della casa famiglia dove sono ospitati, dal 20 novembre 2025, la mamma e i figli. "Gli sviluppi successivi hanno peraltro evidenziato che la persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l'equilibrio emotivo e l'educazione dei minori", viene reso noto.
In una relazione citata dal Tribunale, si spiega che "la madre manifesta frequenti scatti d'ira", sarebbe "oppositiva alle indicazioni del personale e utilizza modalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici, spesso alla presenza dei figli e degli altri minori, i quali hanno verbalizzato disagio e tensione". Gli educatori segnalano un episodio nel quale la donna si sarebbe rifiutata di rientrare nel proprio appartamento, pretendendo di dormire nella stanza dei figli e "mostrando un atteggiamento marcatamente oppositivo e non collaborativo che siamo stati costretti ad assecondare".
Ancora, viene sottolineato nella relazione, "la madre non rispetta più la regola di svolgere gli incontri protetti con il padre e ultimamente con nonna e zia materna, all'interno della struttura, nello spazio neutro o in alternativa all'esterno, ma su una ampia terrazza posteriore all'ingresso, lontana dalle telecamere e dai giornalisti". L'ultima relazione citata dai giudici del tribunale, datata 26 febbraio 2026, "comunica l'ulteriore intensificazione degli interventi ostativi della madre avvenuta nella settimana successiva". Catherine, sottolinea il Tribunale, "ignora totalmente i ruoli e le figure professionali presenti all'interno della comunità, decidendo e attuando in maniera del tutto autonoma e contraria alle direttive, spiegate più volte, rispetto alle sue modalità di collocamento".
Il legale: "Allontanamento durante il pieno svolgimento della consulenza"
"C'è un'ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato, che in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre", ha detto l'avvocato Marco Femminella, uno dei legali della famiglia nel bosco. "Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Andreotti, non andava bene come stava andando, così l'abbiamo interrotta", ha chiosato l'avvocato.
I test psicologici
Non è chiaro a questo punto se i test psicologici sui minori saranno effettuati nella struttura protetta o se invece in altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana. La perizia è in programma nelle prossime ore.
I periti di parte: "Una decisione che ci terrorizza"
La decisione del tribunale "ci terrorizza". Con queste parole Marina Aiello, una delle psicologhe che compone il team dei periti della famiglia del bosco. "Non ho ancora parlato con i genitori - ha detto entrando nella struttura protetta -, siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un'escalation di gravità enorme e assurda".
Contrario il Garante per l'Infanzia
L'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Marina Terragni ha espresso la sua contrarietà al trasferimento dei bambini senza la madre e chiede che la decisione "venga sospesa" in attesa di "un ulteriore approfondimento medico indipendente". Approfondimento "atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame".
"Qualche settimana fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti - prosegue Terragni - aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse 'indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini'. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l'ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre". Quindi, "in nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore, che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti, auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato".
