La ricostruzione dell'incendio a Crans-Montana
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Il legale delle famiglie delle vittime rivela l'episodio | Se confermato, smentirebbe quanto detto dai coniugi Moretti che hanno sempre negato di sapere che il soffitto fosse infiammabile
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Un incendio si sarebbe già verificato nel 2024 all'interno del locale "Le Constellation" di Crans-Montana, teatro del tragico rogo di Capodanno che ha causato 40 morti e 116 feriti. La dinamica del primo incidente sarebbe stata identica a quella della strage del 1° gennaio: fiamme innescate da candele scintillanti posizionate troppo vicino al controsoffitto rivestito con un materiale non ignifugo.
La rivelazione è contenuta nel dossier assemblato dall'avvocato Sébastien Fanti che rappresenta le famiglie di alcune vittime e che sta per essere depositato sul tavolo dei magistrati. Il fascicolo raccoglie un centinaio di mail di testimoni e sopravvissuti, determinati a "riscrivere la storia della strage, smentendo la narrazione auto-assolutoria dei Moretti".
Se il precedente incendio del 2024 venisse confermato, le conseguenze legali per Jessica e Jacques Moretti, da poco scarcerati grazie al pagamento della cauzione da parte di un amico anonimo, potrebbero essere devastanti. I due coniugi, proprietari del locale, non potrebbero più sostenere di essere stati all'oscuro dei rischi legati all'uso di candele scintillanti in un ambiente con controsoffitto non ignifugo. I contestati reati colposi potrebbero aggravarsi fino al profilo del dolo eventuale.
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La scoperta di questo precedente incidente solleva nuovi interrogativi inquietanti: perché non furono adottate misure di sicurezza dopo il primo rogo? Come fu possibile che si continuasse a utilizzare le stesse pericolose candele scintillanti? E soprattutto, chi era a conoscenza di quanto accaduto nel 2024? Le prove raccolte dall'avvocato Fanti potrebbero rappresentare un punto di svolta nell'inchiesta, trasformando quella che appariva come una tragica fatalità in una catena di negligenze consapevoli e reiterate.