intervistato dal "CorSera"

Minetti, il compagno Cipriani: "Adotteremo ancora, Epstein mai stato mio socio"

L'imprenditore parla dal suo ranch in Uruguay e risponde alle accuse: "Tutte notizie false. Dall’Italia ci è stato gettato addosso un mare di m..."

04 Mag 2026 - 10:11
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Giuseppe Cipriani rompe il silenzio dal suo ranch "Gin Tonic" a Punta del Este, in Uruguay, dove ha rilasciato al "Corriere della Sera" una lunga intervista. È la prima volta che parla dopo lo scandalo per la grazia concessa dal Quirinale alla compagna Nicole Minetti e le conseguenti ombre sull'adozione di un bambino uruguaiano, su cui tale grazia avrebbe fatto perno: l'iter era regolare, dice Cipriani, durato quasi quattro anni e condotto nel pieno rispetto delle procedure del paese sudamericano. E poi i legami con Jeffrey Epstein, il ministro Carlo Nordio, la grazia concessa dal presidente Sergio Mattarella: l'imprenditore veneziano erede della dinastia proprietaria del celebre Harry's Bar in Piazza San Marco, non tralascia alcuno dei punti della polemica che in questi giorni sta accendendo la stampa italiana tanto quanto quella uruguaiana.

"Notizie false, tutte"

Per Cipriani, le critiche che hanno travolto lui e Nicole Minetti dopo la notizia dell'adozione non hanno fondamento. "Ha distrutto Nicole" dice nell'intervista. "Le han detto di tutto, poveretta, peggio di così... Lei è una madre fantastica, che sta facendo il suo dovere di mamma e crescendo questo figlio in maniera speciale. Ma dall'Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di m... Notizie false".

Sull'adozione definita illegale da alcuni, Cipriani  liquida le notizie uscite in questi giorni come tutte false: "A partire dall'adozione, che definiscono illegale. Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi... L'Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente. E i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano".

Nonostante la bufera, Cipriani dice di non avere rimpianti. Anzi, rivela un progetto per il futuro: "Io e Nicole stiamo pensando d'adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay. Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo che si calmino le acque".

Sulla ferita più profonda di tutta la vicenda, la risposta è amara: "L'invidia. Che nel nostro Paese, purtroppo, non ci permette di crescere. [...] Il nostro è un Paese d'invidiosi, si cerca sempre il male pure dove non c'è. A mio figlio, quando sarà grande, spiegherò che questa schifezza è stata solo una storia d'invidia. Il male peggiore".

La grazia di Mattarella

  Uno dei punti più dibattuti è la grazia presidenziale che, cancellando la condanna a  tre anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato, ha permesso a Nicole Minetti di lasciare l'Italia per curare all'estero il figlio adottivo malato. Cipriani sostiene che la decisione di Mattarella sia stata corretta e motivata da ragioni concrete. "Non è che Nicole doveva andare in galera. Doveva stare a Milano per tre anni. Ma questo bimbo doveva essere monitorato personalmente da lei: se avesse avuto l'affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all'estero, né stare con suo figlio." E aggiunge: "Credo che sia stata fatta una cosa fantastica: è stato un atto d'amore del presidente Mattarella, che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia".

Sul rischio che il Quirinale sia stato indotto in errore, Cipriani esclude qualsiasi inganno: "Tutte le carte che abbiamo mandato erano chiare. Credo che neanche lui s'aspettasse una simile gogna mediatica. Non lo conosco, anche se mi piacerebbe: vorrei dirgli un grande grazie".

Il bambino e la malattia

  Al centro di tutto c'è un bambino, adottato dopo anni di frequentazione con l'istituto uruguaiano Inau. Cipriani racconta come nacque il legame: "A Natale venivano sempre da noi i bambini dell'Inau di Maldonado e facevamo l'albero, la festa, stavano nella nostra piscina, erano giornate serene. In uno di questi incontri, abbiamo visto quel sorriso. Un bimbo che portava allegria, metteva pace. Siamo rimasti affascinati tutt'e due, Nicole e io."

La malattia del bambino richiede controlli regolari negli Stati Uniti: "Noi lo portiamo a Boston ogni sei mesi, per i controlli. E sarà così fino ai 18 anni. Questa malattia è come togliere un chewing gum dai capelli: devi tirare, sperando di non strappare tutto." Sulla scelta del medico: "Siamo andati dal miglior esperto al mondo".

Su Epstein: "Mai mio socio"

 Nell'intervista al "Corriere", Cipriani affronta anche il capitolo Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per reati sessuali su minori e morto suicida in carcere. Alcuni lo avevano indicato come socio in affari di Cipriani. La smentita è secca: "Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire in un nostro locale, vent'anni fa a Londra, ma non se ne fece niente." E ancora: "Nei nostri ristoranti serviamo sette milioni di persone, delinquenti e presidenti, e ci veniva anche Epstein. Ma non è mai stato mio socio. Tra l'altro, non m'è mai stato neanche molto simpatico".

Nordio e le altre accuse

 Sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, indicato da alcuni come amico di vecchia data e ospite del ranch uruguaiano, Cipriani smentisce: "Non è vero. E non è neanche stato a casa mia. Ma come fate a usare la parola 'amico', per questo genere di rapporti? Nordio ha vissuto tanti anni a Venezia e sarà andato all'Harry's Bar qualche volta, immagino, come ci passano milioni di persone."

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