IL CASO

Nicole Minetti, l'Italia chiede informazioni all'Uruguay | L'ex capo dell'Inau: "L'adozione avvenne secondo la legge"

Secondo i media locali, la richiesta è giunta tramite Interpol. Focus sulla madre biologica del bambino

01 Mag 2026 - 10:53
 © Ansa

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L'Italia, tramite Interpol, ha chiesto informazioni all'Uruguay sulla procedura seguita da Nicole Minetti e dall'imprenditore Giuseppe Cipriani per l'adozione del bimbo. Lo rende noto il tg uruguaiano Telenoche. La richiesta include anche informazioni sulla madre biologica del bambino che risulta scomparsa, e sugli avvocati deceduti legati al caso, oggetto di un'indagine tuttora in corso. L'Uruguay non ha un termine prestabilito per l'elaborazione e la risposta a questo tipo di richieste.

"Risponderemo alle richieste provenienti dall'Italia"

 "Come sempre, le autorità competenti risponderanno formalmente alle richieste provenienti dall'Italia, secondo la tradizione democratica del nostro Paese", hanno fatto sapere all'Ansa, nelle scorse ore, fonti del governo uruguaiano.

L'ex presidente dell'Inau: "L'adozione è avvenuta nel rispetto della legge"

 Pablo Abdala, ex presidente dell'Inau (l'ente uruguaiano che gestisce le adozioni) e oggi deputato nazionalista, ha dichiarato che l'adozione da parte della coppia Minetti-Cipriani è stata "condotta con successo" e "nel rispetto della legge".

Come spiega Abdala, sul caso "sono intervenuti diversi magistrati, poiché a un certo punto è stato persino presentato un ricorso per tutela costituzionale". C'è stato "un intervento della magistratura in merito all'affidamento provvisorio del bambino alla famiglia adottiva", e infine "la sentenza che ha decretato la separazione dalla famiglia biologica e l'adozione piena".

"Questa situazione ha avuto inizio nel 2018, quando il bambino è stato dichiarato adottabile ed è stato affidato all'ente", ha sottolineato Abdala, precisando che "nel corso del 2019 si è instaurato un legame tra il bambino e la famiglia adottiva, accompagnato da sentimenti di affetto". Il legame "è nato in seguito alla visita della coppia alla casa famiglia dell'istituto nel 2019" e che "i bambini ospitati nella casa famiglia andavano a trovare i genitori adottivi nel loro ranch", dove "trascorrevano un pomeriggio, accompagnati dagli educatori e dal personale della casa famiglia - ha aggiunto Abdala -. Questa è una pratica comune per i bambini affidati all'Inau nell'ambito di vari progetti". Tutto questo "è quanto emerge dalla sentenza, e ha portato al processo di adozione", ha concluso.

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