Grazia a Nicole Minetti, fonti del Quirinale: "Nuovi accertamenti d'intesa con il ministero" | La Procura di Milano sentirà due medici
"È doveroso che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della magistratura", viene sottolineato dal Colle. Il sostituto pg Gaetano Brusa: "Doveroso controllare tutto"
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"Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell'autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole". Lo affermano fonti del Quirinale, interpellate sulla grazia a Nicole Minetti. "Successivamente sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentante alla base della domanda di grazia e del parere che l'accompagnava", spiegano le stesse fonti. "Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere, d'intesa con il ministero della Giustizia, che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della magistratura", concludono.
I due specialisti, uno del San Raffaele e uno dell'ospedale di Padova, interpellati da Nicole Minetti per un parere sulla situazione di salute del figlio adottato, saranno sentiti dai carabinieri delegati dalla Procura generale di Milano. Il sostituto pg Gaetano Brusa ha chiesto agli investigatori di raccogliere le testimonianze dei due dottori e sta anche valutando di disporre un'eventuale consulenza dopo che i due ospedali hanno fatto sapere che dai loro database non risultava alcun riferimento al bimbo e dopo le spiegazioni date dai legali, ossia che si era trattato di un consulto medico privato di cui hanno depositato anche ampia documentazione.
La procedura di adozione in Uruguay
Gli inquirenti intendono acquisire i documenti originali sulla procedura di adozione in Uruguay per capire se sia stata regolare o meno, anche se al momento, in base alle carte depositate dai legali della 41enne, pare non mostri alcuna anomalia. Si attendono anche i risultati del capitolo che riguarda gli ultimi anni di vita di Minetti, con verifiche ad ampio raggio nel Paese sudamericano e a Ibiza.
Il pg Brusa: "Doveroso controllare tutto"
"È doveroso da magistrato controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né mi voglio sentir dire di aver fatto provvedimenti lacunosi", ha precisato il sostituto pg di Milano Brusa, magistrato che ha dato il parere positivo alla richiesta di grazia chiesta da Nicole Minetti e poi ottenuta dal Quirinale. Un parere che, oltre a essersi basato su approfondimenti indicati dal ministero della Giustizia e che non prevedono rogatorie internazionali, prima di arrivare al Colle è stato trasmesso negli uffici di via Arenula. "Ho gestito centinaia di richieste di grazia e a mio avviso il fascicolo era completo - ha aggiunto -. Voglio andare fino in fondo con i limiti del procedimento di grazia che sono il tema umanitario e quello della personalità".
La sentenza in Uruguay
Il minore "era stato abbandonato" e per questo è stata "accolta la domanda" di adozione, dichiarando il bambino "definitivamente separato dai genitori", con "la decadenza della potestà genitoriale". È quanto viene scritto nella sentenza del 15 febbraio 2023, emessa dal tribunale di Maldonado, sul bimbo adottato da Minetti, riportata da Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e La Repubblica.
Nelle motivazioni si legge inoltre che "i genitori hanno abbandonato il bambino al momento della sua nascita e non si sono presentati all'Inau (Istituto nazionale per bambini e adolescenti in Uruguay) per avere notizie di lui". Per questo, viene scritto, "si è deciso di collocarlo presso l'Inau" valutando la situazione "d'eccezione" a causa della malattia del piccolo e per consentire alle famiglie di "presentare domanda di adozione senza dover seguire l'ordine di priorità".
Nel frattempo, da un rapporto si fa riferimento al minore che "chiede di vederli (Minetti e Cipriani)". Il legame, infine, si "rafforza nel mese di marzo 2020 quando formalizzano la domanda di adozione e nell'aprile 2021 diventano la famiglia adottiva". Si specifica anche che i richiedenti "convivono da più di cinque anni" e "entrambi hanno un lavoro stabile". Il minore "è stato integrato" e li chiama "mamma e papà".
Dagli atti emergono i viaggi (negli Stati Uniti e in Spagna) "con lo scopo di fare valutare la sua malattia". Nel mentre si attesta la notifica della procedura ai genitori biologici ("con atto notificato personalmente al genitore assente al processo"). Il bambino risulta "felice" e "non ha memoria alcuna sulla sua famiglia di origine", la figura di Minetti "è il suo punto di riferimento". Gli specialisti dicono di aver "frequentato la casa del piccolo" e di aver trovato un "ambiente favorevole per lui e che ha una famiglia, anche se non è originaria". Quanto alle condizioni di salute, il minore "è stato operato all'estero (Boston)" e "l'intervento è andato bene". "Vi sono chiari motivi per raccogliere la domanda perché il legame con i genitori è inesistente, in nome dell'interesse del minore", conclude la sentenza del tribunale.
