La procura generale di Milano sta acquisendo in Uruguay, per verificarne la veridicità, la sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, nell'ambito della vicenda della richiesta della grazia, poi ottenuta, da parte dell'ex igienista dentale. L'accertamento è uno di quelli richiesti dal ministero nel supplemento di indagine che si è reso necessario in seguito all'inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano. I legali di Minetti hanno dichiarato di aver trasmesso alla stessa procura "l'intera documentazione giudiziaria e amministrativa utile, al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia, anche alla luce di alcune ricostruzioni mediatiche che ne hanno fornito una rappresentazione falsa, non aderente agli atti e gravemente lesiva".
Media uruguaiani: "L'adozione del bimbo altamente irregolare"
A Montevideo si moltiplicano le indiscrezioni circa la passata cattiva gestione dell'Inau, l'ente che regola le adozioni in Uruguay. Una fonte vicina all'organizzazione ha dichiarato a La Diaria, un media locale che l'adozione del bambino "è sempre stata considerata altamente irregolare".
All'epoca, Daniel Guadalupe era il direttore dell'Inau di Maldonado. Si parla anche di un legame tra la coppia Minetti-Cipriani e l'Inau un'organizzazione alla quale sembra abbiano fatto delle donazioni. Inoltre le stesse fonti riferiscono che, nel corso degli anni, alcuni bambini dell'Inau abbiano visitato il loro ranch a Maldonado, dove andavano a fare passeggiate la domenica.
