Nicole Minetti e l'adozione in Uruguay, dall'Inau "valutazione regolare dopo un lungo iter"
Conclusi i ricorsi e le verifiche è arrivata la decisione finale di affidarlo alla coppia italiana perché ritenuta "la scelta migliore", ma alcuni passaggi restano da chiarire
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La scelta di affidare il bimbo alla coppia Minetti-Cipriani è arrivata dopo una attenta valutazione comparativa tra più famiglie. Questo è quanto riporta il quotidiano uruguayano El Observador che sottolinea come l'Inau, l'ente per le adozioni in Uruguay, avesse deciso di affidare il bambino alla coppia formata solo al termine di un iter lungo e complesso, che continua però a lasciare dubbi su alcuni passaggi. In un primo momento, infatti, era favorita un’altra coppia, che aveva già ospitato il minore per anni, ma alla fine le autorità hanno ritenuto che l'affidamento a Nicole Minetti fosse la soluzione migliore per il bambino.
I passaggi decisivi
La procedura ha avuto diversi cambi di direzione. Inizialmente, la candidatura della coppia con Nicole Minetti era stata frenata a causa dei precedenti penali in Italia. L’allora responsabile delle adozioni dell’Inau, Darío Moreira, aveva infatti deciso di non proseguire con la valutazione. La svolta è arrivata con il ricorso presentato dagli avvocati Santiago Martínez e Lucía Lorente, che hanno sostenuto come il reato contestato in Italia non fosse rilevante in Uruguay ai fini dell’adozione. A questo si sono aggiunte valutazioni negative sull’altra famiglia candidata. Tra gli elementi emersi anche una presunta segnalazione per violenza domestica a carico dell’uomo della coppia concorrente, indicata dalla direttrice dell’Inau Valeria Caraballo. Tuttavia, secondo la ricostruzione, non ci sarebbero riscontri ufficiali nei documenti, nonostante fosse stato presentato un certificato di buona condotta.
I legali della coppia Minetti-Cipriani: "Inesattezze"
Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, gli avvocati di Minetti e Cipriani, respingono le critiche e parlano di "inesattezze". Sottolineando che "i procedimenti penali italiani sono stati rappresentati in modo trasparente" e che la decisione è frutto di "una valutazione comparativa basata su elementi oggettivi". Chiariscono inoltre il ruolo dell’avvocata trovata morta, spiegando che "era il tutore del minore" e aveva espresso parere favorevole all’adozione da parte della coppia.
