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Caso Siher, Meloni attacca la gip di Milano: "Decisione vergognosa" | Il Tribunale di Milano: "La vergogna riguarda altre categorie"

L'Anm esprime solidarietà alla giudice e denuncia un attacco "scomposto" della premier

28 Ott 2026 - 16:59
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"Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni attacca duramente la decisione della giudice sul caso del presunto gestore della pagina Telegram "Movimento 17 ottobre", accusato di aver amministrato il canale che, secondo la premier, incitava all'organizzazione delle manifestazioni poi sfociate nella devastazione del centro di Milano. Le dichiarazioni sono state affidate a un video pubblicato sui social. La presa di posizione ha provocato la reazione dell'Associazione nazionale magistrati (Anm), che ha espresso piena solidarietà alla gip milanese, definendo quello della presidente del Consiglio un attacco "scomposto".

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La nota dell'Associazione dei magistrati

 La Giunta esecutiva centrale dell'Anm sottolinea che le decisioni dei magistrati possono essere contestate nel merito e impugnate nelle sedi previste dai procedimenti, ma critica la delegittimazione pubblica dei giudici, anche quando proviene dalle più alte cariche istituzionali. Secondo l'associazione, si tratta di un "consueto esercizio di intimidazione" che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. L'Anm richiama inoltre il valore dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura e avverte che indicare i magistrati come nemici nel dibattito pubblico rischia di danneggiare la credibilità delle istituzioni. 

Il Tribunale: "La terzietà del giudice soggetto soltanto alla legge"

 In un comunicato la Presidenza del Tribunale di Milano ribatte alle critiche contro la decisione della giudice giudicandole "irricevibili" e indicative di una scarsa conoscenza degli istituti giuridici dello Stato di diritto. Il testo ricorda che l'attività e le valutazioni del pubblico ministero sono sottoposte al vaglio di un giudice terzo. La nota si conclude con una frase netta: "La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione".

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