Svolta nell'inchiesta

Bimba morta a Bordighera, arrestato il compagno della madre per maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina

Le sorelline della bambina morta il 9 febbraio scorso: "L'hanno messa sott'acqua per vedere se si riprendeva"

30 Mag 2026 - 14:33
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
1 di 10
© Ansa
© Ansa
© Ansa

© Ansa

© Ansa

Svolta nell'inchiesta sulla morte della bambina di due anni trovata senza vita a Bordighera lo scorso 9 febbraio. È stato arrestato Manuel Iannuzzi, compagno di Emanuela A., mamma della piccola. L'accusa per l'uomo, già indagato come la donna per omicidio preterintenzionale, è di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. Anche la mamma della bimba, che è in carcere a Genova, ha ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare analoga. La donna era stata arrestata, secondo le ricostruzioni del Gip del tribunale di Imperia, perché avrebbe viaggiato in auto con la figlia già morta da ore prima di lanciare l'allarme. "Aspettiamo di leggere gli atti e capire se ci sono elementi nuovi che valuteremo", ha spiegato la sua legale.

Bimba morta a Bordighera, le dichiarazioni delle sorelline

 Agghiaccianti i particolari emersi nel corso di un incontro con la stampa del procuratore di Imperia Alberto Lari che ha coordinato le indagini dei carabinieri sulla morte della bambina. 

"Quella mattina per farla riprendere l'hanno tenuta sott'acqua, poi le hanno dato dello zucchero" ma non si sono rivolti ai medici e la piccola non si è mai ripresa. Questa la versione resa agli inquirenti dalle due sorelline della piccola morta. Le bambine, dopo essere state allontanate dal nucleo familiare e inserite in una struttura protetta, hanno iniziato un percorso psicologico che, secondo le relazioni acquisite agli atti, avrebbe portato a un "miglioramento incredibile" e a una maggiore consapevolezza di quanto avevano vissuto. Le due bambine hanno raccontato agli psicologi e poi al pubblico ministero una versione dei fatti completamente diversa rispetto a quella fornita nelle ore successive alla morte della bambina che, secondo gli investigatori, sarebbe stata concordata e suggerita loro dalla madre e dal suo compagno.

© Ansa

© Ansa

Manuel Iannuzzi

Le foto trovate sul telefono sequestrato a Iannuzzi

 Inoltre, come emerso nel corso della conferenza stampa del procuratore, gli inquirenti hanno trovato nel telefono sequestrato a Manuel Iannuzzi alcune foto della piccolina con il volto tumefatto, immagini che la ritraggono dopo presunti pestaggi e persino un video in cui alla bambina viene imposto di fumare una sigaretta mentre gli adulti ridono e lei scoppia in lacrime.

"Abbiamo accelerato i tempi ma le indagini proseguono, e devono arrivare la relazione dei Ris e la perizia autoptica completa. Ma il quadro era così chiaro che abbiamo potuto chiedere già da adesso la misura e il giudice l'ha applicata" afferma il procuratore capo di Imperia.

L'autopsia e le indagini

 L'esame autoptico sulla bambina ha rivelato la presenza di numerose lesioni e un trauma cranico come cause del decesso. Inoltre i carabinieri del Ris di Parma incaricati di eseguire rilievi e sequestri, hanno trovato tracce di sangue nell'auto della donna e nell'abitazione del compagno, a Perinaldo. 

Anche la madre accusata di maltrattamenti

 Anche la madre della bimba è accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. La donna era stata arrestata, secondo le ricostruzioni del Gip del tribunale di Imperia, perché avrebbe viaggiato in auto con la figlia già morta da ore prima di lanciare l'allarme. 

Il 9 febbraio l'arrivo dei soccorsi e dei carabinieri

 La piccola era stata trovata senza vita nella casa della madre la mattina del 9 febbraio dai soccorritori chiamati dalla donna che sosteneva che la piccola aveva difficoltà a respirare. Tuttavia i soccorritori avevano notato alcuni lividi e macchie sul corpicino della piccola e avevano deciso di allertare le forze dell'ordine. Sul posto erano dunque arrivati anche i carabinieri e il medico legale che, dopo l'esame esterno, sostenne che la morte era avvenuta qualche ora prima, ovvero durante la notte.

Bimba morta a Bordighera, il racconto della madre

 La mamma della bambina, interrogata in caserma, aveva raccontato che i lividi sul corpo della piccola erano dovuti a una caduta dalle scale di qualche giorno prima e di aver passato la notte tra l'8 e il 9 febbraio assieme alle tre figlie in casa del suo nuovo compagno, a Perinaldo. Al risveglio avrebbe preso le tre bambine e sarebbe tornata a casa in macchina.

Le contraddizioni della donna e la comparazione del racconto con l'analisi delle telecamere di sorveglianza e le parole di alcuni testimoni avevano convinto in un primo momento i carabinieri ad arrestare la donna, arresto che però non era stato convalidato dal gip. Il giudice, però, aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e la donna era stata trasferita nel carcere di Genova Pontedecimo, dove si trova tuttora.

Google Preferred Site

Ti potrebbe interessare

videovideo