Una perizia potrebbe cambiare tutto

Beatrice Bellucci, svolta nell'incidente mortale della 20enne a Roma: indagata l'amica al volante

Silvia Piancazzo era alla guida quando, nel contatto con un'altra auto, la sua vettura è stata sbalzata via. Beatrice, seduta accanto, è morta sul colpo

22 Mag 2026 - 10:53
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Svolta nelle indagini sul drammatico incidente in cui ha perso la vita la 20enne Beatrice Bellucci, avvenuto lo scorso 24 ottobre su via Cristoforo Colombo a Roma. Gli inquirenti avrebbero iscritto nel registro degli indagati il nome di Silvia Piancazzo, l'amica della vittima che si trovava al volante quella notte. Secondo una perizia, infatti, l'incidente non sarebbe stato solo causato dalla Bmw arrivata sfrecciando. Piancazzo, stando alla ricostruzione, non sarebbe esente da responsabilità in merito alla carambola che ha causato il decesso della 20enne e ha costretto lei stessa al ricovero in Terapia intensiva per quattro settimane. L'ipotesi è di omicidio colposo

La dinamica dell'incidente: l'elevata velocità, i sorpassi, il contatto fatale

 Entrambe le auto correvano ben oltre il limite di velocità consentito su una delle arterie stradali più pericolose di Roma. Era notte, la carreggiata era quasi vuota. La Mini Cooper, con alla guida Silvia Piancazzo, viaggiava nella corsia centrale. A un certo punto, la Bmw Serie 1 guidata dal 22enne (indagato) Luca Giromonte sfreccia alla sinistra delle ragazze e le supera. Probabilmente l'amica di Beatrice Bellucci non ci sta a subire un sorpasso del genere. La perizia a questo punto è chiara: la Mini accorcia le distanze rispetto all'altra vettura, probabilmente l'acceleratore è premuto a tavoletta. Sofia Piancazzo si posiziona sulla corsia più a sinistra, la Bmw è in centro. Tenta il contro-sorpasso a velocità molto elevata, ma non si accorge che la Bmw si sta inesorabilmente allargando proprio verso la terza corsia. La parte anteriore sinistra dell'auto di Luca Giromonte tocca la Mini sulla portiera del passeggero. Poi la carambola, letale per la 20enne Beatrice Bellucci. 

Le prime ipotesi e la smentita della perizia

 Nelle ore successive al violentissimo schianto, la versione che circolava era una sola: una Bmw, guidata dal 22enne, arrivava a velocità sostenuta nel bel mezzo di una gara clandestina tra auto e avrebbe travolto la Mini Cooper su cui si trovavano le due donne. Nei mesi successivi, con l'analisi dei video disponibili, la procura aveva iniziato però a sollevare i primi dubbi. In un primo momento, si era arrivati a sospettare che Silvia Piancazzo avesse usato il cellulare alla guida. Ora, con la relazione dell'ingegner Mario Scipione, la fotografia di quella serata sembra farsi più nitida.

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