L'omicidio nel luglio 2022

Caso Alessia Pifferi, definitiva la condanna a 24 anni: la decisione della Cassazione

Gli ermellini confermano la sentenza di secondo grado. La donna è stata condannata per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana, di un anno e mezzo.

25 Giu 2026 - 15:56
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È definitiva la condanna a 24 anni per Alessia Pifferi, accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di un anno e mezzo, nel luglio 2022. I giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno rigettato i ricorsi presentati da pg e dall'avvocato difensore. In fase di requisitoria, la procuratrice generale Valentina Manuali aveva sollecitato l'annullamento della sentenza d'appello a 24 anni e il rinvio a un nuovo giudizio di secondo grado, sostenendo la necessità di una condanna all'ergastolo come avvenuto in primo grado

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Le motivazioni di secondo grado

 In una sentenza ai tempi ritenuta clamorosa, e confermata dalla Cassazione, i giudici di secondo grado avevano ridotto la condanna della donna dall'ergastolo a 24 anni. Nelle motivazioni avevano poi spiegato che a pesare in questa decisione erano le attenuanti generiche, in particolare riguardo al comportamento processuale dell'imputata. Atteggiamento ritenuto dai togati indelebilmente macchiato dal "clamore mediatico sofferto" e dalla "continua lapidazione verbale" subita dai media, che avevano spinto la donna a confessare circostanze non vere. Un impatto ritenuto "certo" sulla metamorfosi comportamentale dell'imputata, che ha trasformato Alessia Pifferi in una sua stessa accusatrice per paura di "essere, a sua volta, investita dalla pubblica esecrazione".

Il caso della piccola Diana

 Diana Pifferi, 18 mesi, era stata trovata senza vita il 20 luglio 2022 nel suo lettino, dopo che la madre l'aveva lasciata sola per sei giorni nell'abitazione di via Parea a Milano per andare in vacanza con il suo compagno. L'autopsia aveva accertato che la bambina era morta per disidratazione e denutrizione. L'arresto di Alessia Pifferi, accusata di omicidio volontario pluriaggravato, aveva suscitato forte indignazione pubblica portando all'apertura di un processo che, fin dalle prime udienze, aveva attirato l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica.

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