Sospesa per aver tagliato i capelli alle alunne, la prof di Mestre: "Fiducia tradita, ma era uno scherzo e lo hanno capito"
In un'intervista, la supplente ha spiegato la sua filosofia di insegnamento: "Per avere l'attenzione dei ragazzi oggi bisogna fare praticamente teatro"
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Forbici, quelle a punta tonda per la carta, pistole ad acqua o pistoline di legno a elastici. C'era un po' di tutto nell'arsenale della professoressa sospesa per aver tagliato una ciocca di capelli a due studentesse di terza media a Mestre. Strumenti che la docente usava per "farsi riconoscere" dagli studenti, instaurare con loro un rapporto meno distaccato e, in ultima istanza, guadagnarsene l'attenzione. Per dirla con parole sue: "Con i ragazzi di oggi bisogna fare praticamente teatro". Sarebbe questo l'intento - un po' scherzoso e un po' scocciato - alla base dell'azione compiuta durante un compito in classe, quando l'ennesimo richiamo al silenzio e all'ordine tra i banchi era caduto nel vuoto. Una decisione presa "d'istinto e senza rifletterci", di cui la supplente si è subito pentita nonostante le studentesse "siano state al gioco".
Le ciocche tagliate e le risate degli studenti
"Da settimane minacciavo scherzosamente i ragazzi di spuntare le loro doppie punte se non avessero smesso di fare confusione in classe, loro si facevano una risata". Lo ha spiegato la docente al Corriere della Sera. Poi lo scherzo si è trasformato in azione: "Durante un’esercitazione scritta tutti, per perdere tempo, mi chiedevano a turno e insistentemente dove eseguire alcuni degli esercizi. Ho spiegato che non mi interessava, purché svolgessero l’esercizio. D’impulso e senza rifletterci ho recuperato dalla cattedra le forbici e ho ritagliato un ciuffo ribelle di una ragazza con cui sapevo di potermi permettere quell’azione". E lei "è stata allo scherzo". Non solo: "Una seconda ragazza mi ha chiesto di tagliare un ciuffo anche a lei e quindi mi sono avvicinata e l’ho fatto. Ha riso insieme a tutti gli altri".
L'insegnamento ai ragazzi: "Bisogna catturare l'attenzione, scherzi e giochi fanno molto"
Alla base del gesto, ha spiegato la supplente, c'è una sua personalissima filosofia di insegnamento: "I ragazzi ti seguono solo se ti “riconoscono” e ti stimano. Il gioco, lo scherzo, fanno parte del processo, specialmente con i ragazzi di oggi. Hanno bisogno di essere stimolati, dobbiamo catturare la loro attenzione e dare spazio al loro “protagonismo”. A questo le battute e i giochi servono molto". E di esempi ne ha diversi: "In altre classi mi è capitato di scherzare usando mini pistole ad acqua, o pistoline di legno ad elastici. Con i ragazzi di oggi bisogna fare praticamente teatro". E poi il colpo di forbice: "Un gesto eccessivo - ha ribadito - Ma stavamo ridendo insieme. Tutti hanno capito la ratio".
La sospensione e il "tradimento" dei ragazzi
Il giorno dopo la docente ha incontrato la madre della ragazza, chiarendosi e chiedendo scusa: "Lei ha compreso. Abbiamo convenuto che la studentessa non fosse turbata dal gesto, che non era affatto punitivo. Certamente un gioco inopportuno". Ma in classe la risata non era sulla bocca di tutti, tanto da far scattare la protesta interna e la sospensione. «Il 29 aprile scade il mio contratto, avevo comunicato agli studenti che non ero sicura di volerlo rinnovare fino a fine anno", ha raccontato la docente. "Loro avevano tradito la mia fiducia con questa loro continua disattenzione. Ero molto amareggiata".
La vicinanza dei giovani e dei genitori
Gli studenti, quelli che erano stati al gioco, hanno però fatto sentire la loro vicinanza: "Mi hanno voluto consegnare un mazzo di fiori per scusarsi del loro comportamento “rumoroso” e per chiedermi di restare e di portarli fino agli esami. Alcuni di loro mi hanno anche scritto una lettera. Quello che mi dispiace di più è che a subirne il danno maggiore saranno i ragazzi. Alcuni studenti mi stanno chiedendo di aiutarli a preparare l’esame. Per loro ci sarò". Ma anche molti genitori si sono fatti avanti: "Mi hanno scritto diverse mail. In una in particolare si legge: Professoressa, per qualsiasi cosa noi parleremo sempre bene di lei. Le auguriamo che la vicenda si concluda al meglio e il prima possibile".
