Papa Leone XIV al Meeting: "Prima dei confini ci sono sempre le persone | Smascheriamo i poteri ingiusti"
Nel discorso di Prevost non sono mancati riferimenti ai migranti e alle guerre in corso. Poi ha lanciato un messaggio ai giovani: "Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia. Mettetevi in gioco"
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"La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi". Lo ha detto papa Leone XIV parlando al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. "Papa Francesco con l'Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l'amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità", ha aggiunto il Pontefice. "Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo", ha sottolineato Prevost, spiegando che Cl non ha fatto del Meeting "una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini. Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un'umanità che ha fame e sete di giustizia". Presenti circa 60mila persone nell'area della Fiera di Rimini che ha ospitato la visita del Papa.
Un nuovo modello di società
Il Papa ha poi lanciato un appello al Meeting affinché si costruisca un nuovo modello di società: "Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l'educazione dall'ideologia, il lavoro dall'idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte", ha detto il Papa. "Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti", ha aggiunto.
"L'amore muove, urge, risveglia dal torpore"
"Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, l'amor che move il sole e l'altre stelle sospinge ancora alla speranza - ha detto Prevost ai giovani -. L'ho avvertito intensamente fra i vostri coetanei in Libano, in Africa e in Spagna. L'amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco!".
"Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell'intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti!", ha proseguito Leone, invitando i giovani a costruire "la civiltà dell'amore. Nell'amore non c'è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C'è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé", ha evidenziato.
"Ascoltiamo la Parola di Dio e degli altri"
"In questi ultimi anni abbiamo riscoperto la dimensione sinodale e missionaria del nostro essere Chiesa, che ci chiama anzitutto a imparare ad ascoltarci a vicenda. Il dono dell'ascolto è qualcosa che, penso, tutti riconosciamo, ma che spesso si è perso in alcuni settori della Chiesa. Dobbiamo continuare a scoprire quanto è prezioso, a cominciare dall'ascolto della Parola di Dio, dall'ascolto reciproco, dall'ascolto della saggezza che troviamo in uomini e donne, in membri della Chiesa e in quanti sono alla ricerca della verità, ma che ancora non sono, e forse non saranno mai membri della Chiesa", ha detto Leone.
"È un cammino - ha aggiunto il Pontefice - che richiede anche il rinnovamento di ogni realtà associativa e movimento ecclesiale. Vi invito, sia all'interno del Movimento di Comunione e liberazione, sia nelle Chiese particolari a cui ognuno di voi appartiene, a fare questa esperienza del camminare insieme: ognuno ascolta, si lascia trasformare dalla fede altrui e insieme, sotto la guida dei pastori, si maturano nuove consapevolezze, passi ulteriori, obbedienze coraggiose allo Spirito Santo.
Leone in visita a San Marino: "Col mondo ferito, aumenta la chiusura e la paura dell'altro"
Prima di recarsi al Meeting, papa Leone ha fatto anche visita a San Marino, dove ha tenuto un discorso nella Basilica del piccolo Stato. "Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell'altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo. Attenzione ai più deboli. Perdono, comunione, solidarietà" sono i valori ai quali ispirarsi, ha sottolineato il Pontefice.
Una visita storica
Prevost è il terzo Pontefice a visitare la Repubblica del Titano ed è stato accolto con inni, onori e spari di cannone. Prima del discorso in Basilica, un gruppo di persone ha ricevuto il Pontefice con applausi, bandierine con i colori del Vaticano e un cartello con la scritta "Benvenuto Papa Leone" appena sceso dall'auto a San Marino. Il Papa ha risposto al saluto, prima di proseguire verso l'ingresso ufficiale, dove ad attenderlo c'erano i capitani reggenti della Repubblica. Prima di allontanarsi, ha dato la mano a un ragazzo che l'ha salutato emozionato. Poi un papà ha affidato il proprio figlio alla sua benedizione: il Papa lo ha preso tra le braccia e lo ha, appunto, benedetto tracciando il segno della croce sulla fronte.
