Non contestata aggravante del terrorismo

Auto su folla a Modena, la perizia: "El Koudri capace di intendere e volere"

Le conclusioni dei periti davanti al gip confermano la capacità di stare in giudizio del 31enne. La procura non contesta l'aggravante del terrorismo

02 Ott 2026 - 13:49
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Salim El Koudri - nonostante il suo disturbo psichiatrico - era capace di intendere e di volere quando il 16 maggio scorso si è gettato con l’auto sulla folla a Modena investendo otto persone e uccidendone una. Questo quanto emerso nell'incidente probatorio davanti alla gip del tribunale di Modena, durante il quale i periti Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori hanno illustrato le loro conclusioni cliniche già emerse nelle passate settimane. Secondo gli esperti, il 31enne può sostenere il processo.

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Le conclusioni dei periti: "In grado di autodeterminarsi"

 L'udienza è durata circa tre ore ed El Koudri, accompagnato dalla polizia penitenziaria, era presente in aula con il suo difensore Fausto Gianelli. In aula c'era Angelo Ciccarelli, marito della 55enne Monica Esposito, unica vittima dell'attentato. I periti avrebbero confermato che El Koudri era in grado di "comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi". Secondo i periti della difesa, invece, "il disturbo psichiatrico è importante e compromette la capacità di intendere e di volere". Secondo Giannelli, El Koudri "ha guidato effettivamente regolarmente fino a Modena, rispettando tutti i limiti della circolazione e poi all'ingresso di Modena, improvvisamente in preda a un raptus che deriva dalla patologia, ha imboccato la strada ad alta velocità, facendo quella strage".

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L'odio e la "fragilità narcisistica" di El Koudri

 Nella valutazione gli specialisti indicano una "fragilità narcisistica", insieme alla presenza di una elaborazione dell'azione e di sentimenti di odio, rabbia e rivalsa. Elementi che, secondo gli specialisti, non avrebbero però compromesso la comprensione della realtà. I problemi psichici di cui El Koudri soffriva erano già emersi in precedenti accessi al Centro di salute mentale. La sintomatologia, però, non avrebbe raggiunto un livello tale da alterare le sue capacità di comprensione al momento dell'investimento. Le conclusioni della perizia saranno ora acquisite agli atti e valutate nel procedimento del caso.

Non contestata l'aggravante del terrorismo

 Al contempo, però, la procura di Modena ha per il momento rinunciato a contestare l'aggravante di terrorismo. "Il movente è un altro, non è il terrorismo, ma è un delirio più o meno compensato", ha spiegato il difensore del 31enne, Fausto Giannelli. "La Procura sta indagando con grande precisione ed efficacia per un fatto così grave. Tendo, in questa fase, a pensare che la procura abbia le carte in mano per fare quello che fa e per non contestare aggravanti richieste a furor di popolo".

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