Autista ancora sotto choc

Tram deragliato a Milano, la difesa del conducente: "Non era al telefono al momento dell'impatto"

L'uomo, accusato di disastro ferroviario e omicidio e lesioni colpose, si è rifiutato di rispondere alle domande dei pm

16 Mar 2026 - 15:30
 © Ansa

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"Al momento dell'impatto posso escludere che fosse al telefono", a dirlo è Mirko Mazzali, uno dei difensori del tranviere indagato per il deragliamento del tramlink dello scorso 27 febbraio a Milano, durante l'interrogatorio. L'affermazione del legale sarebbe supportata dalle prime analisi fatte dagli inquirenti sul dispositivo: "Non c'è stato traffico dati nel momento in cui è avvenuto l'incidente". 

Intanto il suo assistito, al quale verrà riconsegnato il telefono, si è avvalso della facoltà di non rispondere ai pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara. Secondo i suoi avvocati, i legali Mazzali e Tusa: "Non è in condizione di rispondere alle domande, è ancora sotto choc". L'autista del tramlink della linea 9 è accusato di disastro ferroviario e omicidio e lesioni colpose. Nell'incidente, avvenuto in via Vittorio Veneto all'angolo con Via Lazzaretto a Milano, sono infatti morte due persone, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, e una cinquantina sono rimaste ferite. Il sessantenne ha sempre dichiarato, fin dal giorno stesso dell'incidente, di aver perso il controllo del mezzo per un malore.

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