Famiglia nel bosco, La Russa: "I giudici dell'Aquila hanno inventato il reato di speranza"
Il presidente del Senato: "Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé"
"I giudici del Tribunale per i minorenni dell'Aquila", che hanno ordinato l'allontanamento di mamma Catherine dai bambini, "hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé". A dirlo è il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che mercoledì 25 marzo riceverà a Palazzo Madama i genitori della famiglia nel bosco.
La Russa: "La sinistra è impaurita su questo tema"
In un'intervista al Centro, La Russa sottolinea che "la sinistra è impaurita di vedere questo tema portato all'attenzione generale". Secondo il presidente del Senato, "c'è qualcuno che si innervosisce appena si parla di una vicenda in cui si può lecitamente criticare un provvedimento giudiziario. Per quanto mi riguarda, io critico questo provvedimento senza venir meno al mio rispetto per i magistrati che è proverbiale". E aggiunge: "La verità è che, in nome del No, qualcuno è pronto a giustificare qualunque sentenza. Ciò che mi ha stupito è questa difesa senza entrare nel merito di un provvedimento. Che questo sia strumentale è evidente".
La Russa: "Incontro sganciato dal referendum"
Quanto all'incontro con la famiglia in Senato, La Russa ribadisce al Centro che "è vero che mi era stato prospettato anche questo mercoledì, ma la cosa è sganciata dal referendum, perché io questo incontro l'avevo promosso da tempo". Il presidente del Senato anticipa che darà "vicinanza" e "solidarietà" alla famiglia invitandoli "a cercare qualunque via di uscita senza irrigidirsi in posizioni prevenute. Ricorderò che, se ritengono che la cosa più importante sia riabbracciare e tenere i loro figli, dovranno andare in questa direzione. Dimostrerò grande solidarietà, per quel poco che posso rappresentare. E se ne facciano una ragione quelli di sinistra: non saranno le loro parole a impedirmi di incontrarli".
Salvini: "Vedrò la famiglia nel bosco dopo il referendum per evitare polemiche"
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. "Sto seguendo la vicenda con periti e avvocati da quasi quattro mesi, non da adesso per il referendum, mi sono ripromesso di andare a trovarli: ho aspettato volutamente il voto del referendum per evitare le polemiche che qualcuno avrebbe sollevato", ha detto il capo del Carroccio, intervistato da una radio. "Ritengo sia una situazione di violenza istituzionale senza precedenti che potrebbe toccare a chiunque, è un pericoloso precedente, non c'erano violenze, abusi né droga. È un qualcosa che dovrebbe colpire tutti", ha sottolineato.
