A MONTECITORIO

Famiglia nel bosco, Brambilla presenta una proposta di legge sugli allontanamenti

"Ridurre la possibilità di errori, evitare che le conclusioni del giudice si fondino solo sulla relazione dei servizi sociali, creare un 'ponte' tra famiglia e istituzioni"

11 Mar 2026 - 18:13
 © Ansa

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"Ridurre la possibilità di errori, evitare che le conclusioni del giudice si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali, creare un 'ponte' tra la famiglia e i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela". Sono le principali finalità della proposta di legge di Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza, sull'allontanamento dei minori dal nucleo familiare che prevede, tra l'altro, l'istituzione di un "collegio tecnico multidisciplinare", coordinato da una figura nuova, l'esperto delle relazioni familiari fragili, che affianchi fin dall'inizio il magistrato chiamato a prendere, in un senso o nell'altro, una decisione tanto delicata.

Il testo è stato illustrato nella sala conferenze di Montecitorio, presente lo psichiatra Tonino Cantelmi. "La proposta - spiega la deputata di Noi Moderati - ha preso spunto dai suggerimenti emersi durante il ciclo di audizioni informali con esperti e operatori, per affrontare le criticità evidenziate anche dai casi di cronaca come quello della famiglia nel bosco e altri simili. L'allontanamento dei figli dai genitori dev'essere un provvedimento da assumere soltanto come extrema ratio, quando vita e benessere dei minori non possono essere altrimenti tutelati, e da eseguire con la massima delicatezza possibile. Ma a tale principio è necessario dare effettività".

Il collegio multidisciplinare

 "Per rafforzare l'istruttoria del giudice in vista di un provvedimento di allontanamento, e per evitare che le sue conclusioni si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali, la mia pdl, modificando gli art. 473 bis e seguenti del Codice di procedura civile, prevede che siano obbligatoriamente acquisite anche le valutazioni di un collegio tecnico multidisciplinare composto da un neuropsichiatra infantile, da uno psicologo dell'età evolutiva e da un pedagogista o da un educatore professionale socio-pedagogico con esperienza almeno quinquennale".

L'esperto delle relazioni familiari fragili

 Il collegio, spiega una nota, sarà coordinato da una nuova figura professionale, l'esperto delle relazioni familiari fragili, formato ad hoc, che, come la parte in causa, avrà facoltà di presentare istanza per la modifica e la revoca della decisione dell'allontanamento o delle modalità di attuazione dello stesso o per la revisione del progetto educativo e sarà chiamato a presenziare anche nella fase dell'esecuzione.

"Le criticità nella famiglia Trevallion non tali da giustificare l'allontanamento"

 Su istanza della parte o dell'esperto, la decisione di allontanamento o le modalità di attuazione potranno essere rivalutate in qualunque momento, anche in extremis. "Ribadisco - aggiunge Brambilla - che le criticità nella famiglia Trevallion, come esposte nei provvedimenti del Tribunale diffusi dagli organi di stampa o comunque circolanti, non erano tali da giustificare l'allontanamento dei figli dalla loro casa. Gli ultimi sviluppi sono ancor più dolorosi e sconcertanti. In particolare il decreto che separa la madre dai figli non solo è stato accolto da un coro pressoché unanime di riprovazione da parte degli specialisti, ma tradisce le carenze e le contraddizioni dell'istruttoria".

"Una mi pare - ha aggiunto Brambilla citando le relazioni - eclatante: il padre è descritto come padre modello che aiuta i minori, sorregge e corregge la madre, ha un ottimo rapporto, i bambini vivono 'con entusiasmo' gli incontri con lui che creano 'un'atmosfera serena e rilassata' ed allora, perché non restiguirgli i suoi bambini? E ancora: perché, quantomeno nella prima fase, avevano limitato le sue visite? Chiedo che si metta fine a questa catena di errori e che questa famiglia - conclude - possa riunirsi al più presto nella propria casa".

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