Speciale La famiglia nel bosco
Tante minacce e insulti social

Famiglia nel bosco, Nathan: "Voglio che i bimbi tornino, ma stop a presidi e proteste" | Rafforzata vigilanza alla presidente del Tribunale dei minori

Il padre dei tre bimbi ha aggiunto: "Finché non torneranno da noi, preferisco che i bambini restino in casa-famiglia"

10 Mar 2026 - 13:59
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"Desidero che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui". Sono le parole che Natahan Trevallion ha pronunciato lasciando la casa-famiglia di Vasto, in provincia dell'Aquila. Ha poi aggiunto: "Ringrazio tutti per la solidarietà. Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private".

Rafforzata vigilanza a presidente del tribunale dei minorenni

 La vigilanza attorno alla presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, è stata rafforzata dopo le minacce e gli attacchi ricevuti sui social negli ultimi mesi. La magistrata disponeva già di una forma di protezione legata al suo ruolo istituzionale, ma il clima di tensione che si è creato attorno al caso della famiglia nel bosco ha portato ad aumentare le misure di sicurezza. Angrisano era finita al centro del dibattito pubblico dopo l’ordinanza con cui aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine e il conseguente allontanamento dei loro tre figli in una casa famiglia. Il provvedimento aveva generato forti reazioni sui social e nel dibattito pubblico.

La replica dei magistrati alle polemiche

 La presidente Angrisano e il procuratore David Mancini avevano diffuso una nota per replicare alle polemiche nate dopo l’ordinanza con cui è stato disposto l’allontanamento di Catherine dalla struttura protetta in cui si trovava. Nel comunicato i due magistrati hanno sottolineato che “ogni iniziativa giudiziaria” di competenza dei giudici minorili è “ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”. Nel documento viene, inoltre, richiamata l’attenzione sui toni del dibattito pubblico che si è sviluppato negli ultimi giorni attorno alla vicenda. I magistrati hanno infatti evidenziato la presenza di commenti caratterizzati da “toni aggressivi e non continenti”, riferendosi in particolare alle reazioni circolate sui social network.

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