già ammonito per stalking

Venezia, duecento messaggi in una notte all’ex: braccialetto elettronico per un 38enne

Secondo l'accusa, avrebbe perseguitato l'ex compagna con messaggi, pedinamenti e minacce: per l'uomo divieto di avvicinamento e di contatto 

31 Gen 2026 - 14:27
 © Ansa

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Fino a duecento messaggi in una sola notte, telefonate a ogni ora, nuovi profili social creati per aggirare i blocchi. È questo il quadro che ha portato all'applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un 38enne residente nel Veneziano, accusato di atti persecutori ai danni dell'ex compagna. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi a Bibione dai Carabinieri. L'uomo è ora sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna e al divieto assoluto di comunicare con lei in qualsiasi forma. Già in passato aveva ricevuto un ammonimento per stalking.

La misura nasce dalla querela presentata dalla vittima nell’ottobre 2025 presso la Stazione dei Carabinieri. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la relazione tra i due sarebbe durata circa un anno, dalla fine del 2023 fino al novembre 2024. Dopo la rottura definitiva, l'uomo avrebbe iniziato una serie di comportamenti persecutori, contattando insistentemente l’ex compagna sia di giorno che di notte. La donna, esasperata, sarebbe stata costretta a bloccare il numero di telefono e i profili social dell'uomo. Tentativi inutili: il 38enne avrebbe infatti creato nuovi account per continuare a scriverle.

Messaggi, pedinamenti e minacce

 Nel tempo, la vittima avrebbe ricevuto un numero elevatissimo di messaggi e telefonate, fino all'episodio più grave: circa 200 messaggi nell'arco di una sola notte. Oltre alle comunicazioni ossessive, la donna ha denunciato anche pedinamenti e minacce, comprese minacce di morte. Le indagini, supportate anche dalle testimonianze di persone informate sui fatti, hanno permesso di documentare una condotta persecutoria protratta dal dicembre 2024 fino a oggi.

Secondo gli inquirenti, i comportamenti dell'uomo avrebbero costretto la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita, provocandole un grave e persistente stato di ansia e paura, oltre a un concreto timore per la propria incolumità. Da qui la decisione dell'Autorità giudiziaria di adottare una misura cautelare ritenuta necessaria per prevenire la reiterazione delle condotte persecutorie.

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