Scarpe da centinaia di euro, vestiti firmati e l'immancabile borsello griffato. È lo stile dei cosiddetti maranza, per i quali l'abbigliamento rappresenta un vero e proprio status symbol, da conquistare e ostentare anche sui social. Un'ossessione per le griffe che torna al centro dell'attenzione dopo il weekend di violenze a Milano, dove bande di giovanissimi hanno distrutto vetrine e saccheggiato negozi del centro, prendendo di mira anche diversi marchi di abbigliamento.
L'ossessione per l'outfit
Un servizio di "Dritto e Rovescio" racconta il rapporto dei maranza con gli abiti firmati. "Noi maranza vestiamo magliette, pantaloni, le TN, i cappellini, le collane", spiega uno dei ragazzi intervistati, mostrando un look in cui ogni accessorio contribuisce a costruire un'immagine da esibire. Ma come riescono a permettersi capi tanto costosi? "Queste te le sei comprate lavorando?", domanda l'inviato a uno dei giovani, che risponde semplicemente: "No". Alla domanda se sia mai finito in carcere, il ragazzo nega, pur ammettendo di aver fatto "tante cazzate" in passato.
"Se non possiamo permetterceli, ce li prendiamo"
Ancora più esplicita la testimonianza di un altro giovane: "Troviamo magari qualcuno che ha qualcosa di bello addosso che non ce lo possiamo permettere, ce lo prendiamo". Poi indica un ragazzo nelle vicinanze: "Magari può avere qualcosina che mi interessa". Una ricerca dell'apparenza che assume contorni preoccupanti alla luce di quanto accaduto a Milano sabato 17 e domenica 18 ottobre. Due giorni di devastazioni e saccheggi che hanno lasciato numerosi negozi con le vetrine distrutte. Secondo le prime stime di Confcommercio, i danni hanno superato il milione di euro, tra merce rubata, attività danneggiate e mancati incassi.
