Sassari, vacanza al mare si trasforma in incubo: 33enne iraniana finisce in carcere, poi viene liberata
La donna era ricercata dal governo di Teheran per truffa, ma non sapeva nemmeno di aver subito un processo. È stata scarcerata dopo giorni di peripezie
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Pensava di trascorrere qualche giorno di festa al mare, per celebrare il proprio compleanno insieme al fidanzato. E invece dalla spiaggia (che non ha nemmeno neanche visto) si è ritrovata direttamente in carcere a causa di un mandato di cattura internazionale. Un vero e proprio incubo quello vissuto da una donna iraniana di 33 anni, inconsapevolmente ricercata dal governo di Teheran e arrestata al suo arrivo in Sardegna, all'aeroporto di Olbia.
Era fuggita dall'Iran
A raccontare la surreale vicenda è La Nuova Sardegna. La donna, da quanto si apprende, risulta residente in Inghilterra, dove studia e lavora con lo status di rifugiata dopo essere fuggita dall'Iran alcuni anni fa. E per la prima volta aveva deciso di lasciare Londra per concedersi una breve vacanza insieme al compagno. Ma le cose non sono andate affatto come si sarebbe aspettata. Una volta messo piede sull'isola, infatti, è scattata una segnalazione dell'Interpol per via di una presunta condanna a un anno di carcere per truffa, risalente al 2024, emessa dalle autorità iraniane.
Trasferita in carcere
La 33enne, dinanzi gli agenti, è trasalita. Se non altro perché, pare, non solo non sapesse nulla della condanna, ma, a suo dire, non avrebbe mai nemmeno subito alcun processo. Un grosso equivoco, insomma, ma non per la polizia di frontiera, che invece ha dato esecuzione all'arresto. La donna, a quel punto, è stata trasferita nel carcere di Bancali, dove ha trascorso tre notti prima di comparire davanti ai giudici della corte d’appello di Sassari. Nel corso dell'udienza avrebbe rifiutato l’estradizione perché tornare in Iran avrebbe significato mettere a rischio la propria vita.
Il lieto fine
I magistrati, a fronte degli scenari internazionali e dopo aver accolto le tesi della difesa, hanno disposto la scarcerazione della donna. Il divieto di espatrio è stato invece revocato dopo qualche altro giorno di peripezie, in seguito a una determinazione giunta direttamente dal ministero della Giustizia che ha condiviso le istanze difensive e riconsegnato il documento di viaggio alla 33enne iraniana. Che, a quel punto, è rientrata in Inghilterra, in attesa però di conoscere l'esito delle procedure di estradizione, al momento ancora in essere.
