Shahadat Hossain, l'uomo in fuga per il delitto di Casalotti è un attivista della comunità bengalese
Il 43enne ricercato per il triplice omicidio sarebbe un personaggio in vista della comunità bengalese della Capitale. Gli investigatori seguono la pista dei compagni di partito
© Polizia
Shahadat Hossain non è solo l'uomo accusato di aver massacrato a colpi di mannaia i coniugi Uddin e la loro figlia Arowa nell'appartamento di Casalotti, periferia nord ovest di Roma. È anche un volto noto della comunità bengalese della Capitale: attivista del Bangladesh Nationalist Party (Bnp), il principale partito nazionalista e conservatore del Bangladesh, tornato al potere dopo quasi vent'anni.
Chi è Shahadat Hossain
Prima che venisse divulgata una sua foto segnaletica per favorire le ricerche, le immagini di Hossain circolavano sui social in tutt'altro contesto: comizi, convegni, manifestazioni. Quarantatré anni, passaporto bengalese, era una presenza fissa negli ambienti politici e associativi della comunità romana. A gennaio 2025 aveva pubblicato con orgoglio la lista degli iscritti alla "Sezione di Roma" del Bnp, dove il suo nome figurava con la carica di segretario generale congiunto. Nell'ultimo contenuto pubblicato sul suo profilo Facebook, invece, forse un legame con il presunto delitto compiuto: "Una persona non muore da sola; muore lasciando che anche qualcun altro muoia. Pertanto, quando si muore, si dovrebbero portare con sé i propri cari. In questo modo, nessuno dovrà soffrire", scriveva Hossain.
Gli investigatori seguono la rete politica
Dalla strage di venerdì 26 giugno, Hossain è ancora irreperibile. Testimoni lo hanno visto fuggire dall'appartamento subito dopo il massacro. La polizia sospetta che qualcuno nella sua cerchia politica lo stia nascondendo, o lo abbia già aiutato a lasciare l'Italia. Le ipotesi sono due: potrebbe aver raggiunto l'Inghilterra, dove vivono la moglie e la figlia, oppure il Bangladesh, dove risiede gran parte della sua famiglia. Gli investigatori stanno ascoltando chi condivideva con lui la militanza.
Le voci nella comunità
Tra i commenti che circolano sui social bengalesi romani, c'è anche chi prova a spiegare e persino a giustificare il gesto. Alcune voci parlano di una relazione tra Hossain e una delle vittime, risalente ai tempi in cui entrambi vivevano nel villaggio di Noakhali, in Bangladesh. La donna avrebbe poi sposato un altro uomo per via di un matrimonio combinato. Voci tutte da verificare, sottolineano gli investigatori. L'unico dato certo è che dall'appartamento di Casalotti è uscito solo un sopravvissuto: Amir, il fratello maggiore dei bambini, attualmente ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli.
