Un passato non del tutto sepolto

Pompei, torna alla luce l'armadio di una donna: dentro oggetti di bellezza, preziosi e amuleti

Si trovava nell'area centrale della città sepolta dal Vesuvio. Grazie alla scoperta si aggiunge un tassello allo studio della quotidianità nel 79 d.C.

29 Ott 2026 - 16:48
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Ci sono utensili per truccarsi, una collana, un balsamario, un bruciaprofumi, delle monete. Ma anche oggetti di uso quotidiano, vasi, pentole di bronzo, piccoli amuleti. La città antica di Pompei porta alla luce un nuovo importantissimo tassello di un passato non del tutto sepolto. Questa volta si tratta di un armadio appartenuto a una donna e tornato alla luce recentemente.

Perfettamente ricostruibile grazie ai dati di scavo, l'armadio si trovava nell'area centrale della città sepolta dal Vesuvio, nella casa IX 11, 7 o di Cornelius Maximus, sull'affollatissima via dell'Abbondanza. Grazie a quanto trovato al suo interno è possibile ricostruire la vita di una donna di Pompei, prima della distruzione del sito nel 79 d.C.  "Non possiamo ricostruire con certezza l'identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità", ha commentato il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel. 

Cosa è stato trovato nell'armadio a Pompei

  Ci sono utensili per truccarsi (pinzetta, stemperatoio), un balsamario in vetro, un bruciaprofumi per riempire la casa di belle fragranze, una lucerna bronzea, a fianco a pesi di piombo, verosimilmente usati per un'attività commerciale di vendita e sistemati in una cassettina lignea di cui restano labili tracce.

Ci sono, poi, vasi e pentole di bronzo, di vetro e di ceramica: oggetti di uso quotidiano, ma forse anche carichi di ricordi, come nel caso di un boccalino raffinato decorato con scaglie di pigna. E poi una collana composta da almeno ventiquattro oggetti miniaturistici di faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca, tutti con foro di sospensione e rappresentanti divinità (si riconoscono Bes e Mercurio), piedi e mani, pigne e grappoli.  Oggetti ritenuti "magici" in passato, ma che in realtà venivano dati come amuleti ai bambini: per proteggerli ma anche per sentirli quando si muovevano oppure conservati come ricordi d'infanzia.

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L'ambiente e lo stile di vita

  Anche se la conoscenza della casa rimane parziale, ci sono alcuni dati di grande interesse: da un lato, le raffinate pitture parietali di IV stile dell'ambiente con l'armadio, attribuibili alla bottega di Via di Castricio, denotano un certo tenore di vita. Dall'altro lato, nel momento dell'eruzione, erano in corso dei lavori vari che dovevano incidere non poco sulla vivibilità. A questo si aggiunge la scoperta di almeno due scheletri di topi, trovati all'interno di un'anfora su un soppalco, ospiti non graditi anche allora.

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