Pedopornografia, si scambiavano foto a sfondo sessuale della figlia di lei: prof arrestata insieme all'amante giornalista
La coppia è stata scoperta grazie alla denuncia della bambina, che ha trovato il materiale sul pc della madre. Nelle chat anche immagini dei cugini di 5 e 8 anni
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Violenza sessuale su minori, pornografia minorile e detenzione e accesso a materiale pedopornografico. Reati gravissimi, contestati a una coppia di amanti (52 anni lei, 48 lui) arrestata venerdì a Treviso e a Roma, grazie alla denuncia dell'ex marito della donna: l'uomo è stato allertato dalla figlia che ha scoperto sul pc della madre messaggi e foto a sfondo sessuale. Nelle immagini, la piccola ha riconosciuto sé stessa e i suoi due cuginetti di cinque e otto anni. I due saranno interrogati la prossima settimana.
"Ho trovato alcune foto nel computer di mamma", avrebbe detto la dodicenne al padre nel novembre scorso. Una frase che ha sconvolto l'uomo, già da tempo separato dalla cinquantaduenne, docente in un liceo a Treviso, e che lo ha portato a denunciare. Insieme all'ex moglie, nella lente degli inquirenti è finito immediatamente anche l'amante di lei, con cui aveva intrattenuto le chat a sfondo sessuale: secondo quanto riportato da La Repubblica, l'uomo ha un incarico ai vertici della comunicazione di una società partecipata pubblica e un passato da vicedirettore in un telegiornale nazionale. Sposato. Con due figli. Ma né la sua posizione pubblica, né i suoi legami familiari e privati gli avrebbero impedito di scambiare con la sua amante immagini di bambini "in pose sessualmente esplicite", come scrivono i carabinieri.
Decine e decine di immagini scattate in casa, rubate alla quotidianità della famiglia e all'innocenza dei piccoli coinvolti. Non è solo la dodicenne a essere stata vittima dello scambio: nel materiale al vaglio degli investigatori compaiono anche i nipoti della docente, di cinque e otto anni. Quasi sempre, completamente nudi. Anche la dodicenne, ritratta in una foto di qualche anno prima, mentre faceva il bagnetto. Computer, tablet, chiavette usb, telefoni cellulari e altri supporti informatici sono stati sequestrati dai carabinieri del comando provinciale di Roma - insieme ai colleghi di Treviso - pochi giorni dopo la denuncia. Nell'esaminarli, all'inizio rilevano che file e chat sono stati cancellati, ma i militari del Nucleo investigativo riescono a recuperare tutto.
Per i magistrati della Procura di Roma, video, foto e chat sono la prova degli abusi che la donna (indagata) avrebbe commesso su istigazione del giornalista. Nei messaggi, gli inquirenti hanno trovato anche commenti espliciti su quello che avrebbero voluto fare ai bambini e su ciò che la donna - apparentemente anche su sollecitazione del compagno giornalista - avrebbe già fatto ai nipoti e alla figlia. Palpeggiamenti, secondo l'accusa, che per gli inquirenti costituiscono "violenza sessuale sui minori".
La testimonianza e il materiale sono sufficienti a far scattare il fermo: venerdì pomeriggio i carabinieri hanno aspettato l'uomo tra i binari della stazione romana di Termini per arrestarlo appena sceso dal treno in arrivo da Bologna. L'amante, invece, è stata fermata in casa a Treviso. L'indagine prevede che la coppia sia interrogata la prossima settimana.
