Ucciso e fatto a pezzi

Torino, autopsia per l'omicidio di Fabio Colapietro prevista per venerdì

L'indagato De Oliveira Morando ha raccontato di aver stretto al collo la vittima fino a fargli perdere conoscenza

29 Set 2026 - 17:10
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È prevista per venerdì l'autopsia sui resti di Fabio Colapietro, il 39enne ucciso e fatto a pezzi nell'appartamento di via Gulli, a Torino. L'esame autoptico dovrà determinare la causa del decesso. Cristian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, indagato per la morte dell'uomo, nel suo racconto agli investigatori aveva sostenuto di aver stretto al collo la vittima fino a fargli perdere conoscenza. Secondo quanto raccontato dal giovane, il corpo era stato poi spostato nella vasca da bagno, quindi sezionato e i resti sistemati in sacchi e secchi, alcuni ricoperti con cemento a presa rapida. Oltre a De Oliveira sono indagate anche la professoressa Nicole Formichetti, 47 anni, che abitava nell'alloggio, e Keith Simon Domingo Butig, 22 anni, per favoreggiamento e concorso in occultamento di cadavere. L'inchiesta è coordinata dalla pm Lea Lamonaca.

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La ricostruzione

 L'episodio sarebbe avvenuto durante una festa, iniziata il 20 settembre, a casa della professoressa. Una volta giunto anche Colapietro, considerato il galoppino "di uno spacciatore", ha raccontato Wilmer Perga, legale del 26enne, "hanno cominciato a consumare ogni tipo di sostanza, il giorno e la notte". Per "due notti". L'indomani, al risveglio il 26 avrebbe scoperto "che la vittima gli avrebbe rubato" un braccialetto d'oro. Da lì, "una lite in cui tutti si sono picchiati", in cui Colapietro avrebbe perso la vita. Poi, la decisione di sezionare il cadavere per disfarsene, idea che - stando alle intercettazioni ambientali tra li indagati - sarebbe stata di Formichetti. "È stata lei a manovrare le azioni di tutti dopo che era stato ucciso, la mente che puntava a tornare a una vita normale", ha detto Cristian Matheus De Oliveira Morando. "La direzione dell'attività svolta era sotto il controllo della professoressa che chiamavamo Satana". Al gip il 26enne ha confessato di aver ucciso Colapietro, ma - ha aggiunto - "involontariamente". 

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