Da quattro anni a Norbello, paesino di mille anime in provincia di Oristano, era in vigore l'autoguarigione. Nessun trucco, nessun sortilegio: solo il provocatorio ordine imposto dal sindaco Matteo Manca ai propri compaesani, dal 2022 orfani del medico di base. Ora però le cose sono destinate a cambiare. Perché dopo l'ironico appello del primo cittadino, un dottore tornerà finalmente ad abitare l'ambulatorio medico.
Habemus medico
Ad annunciarlo è lo stesso sindaco, che sui propri canali social ha confermato l'arrivo della dottoressa Lucia Monari da Bologna, che a 64 anni ha deciso di cambiare vita, lasciando il caos della città per accettare una nuova sfida. Umana, prima ancora che professionale. "In questa calda giornata di luglio è arrivata la notizia che tanti norbellesi aspettavano. Oggi possiamo finalmente dire che Norbello ha di nuovo il suo medico di medicina generale", l'entusiasta commento del sindaco, che va così a scrivere la parola fine su una vicenda, tanto bizzarra quanto sensibile, che nel corso degli ultimi mesi aveva fatto il giro dello Stivale.
Obbligo di autoguarigione
Lo scorso giugno, infatti, Manca aveva messo nero su bianco il divieto di ammalarsi. O meglio, aveva imposto ai norbellesi l'obbligo di autoguarigione proprio a causa della mancanza endemica del medico di base: una figura divenuta quasi leggendaria dato che in paese non si vedeva ormai da quattro anni. "Tutti i residenti, qualora dovessero ammalarsi, sono tenuti a guarire autonomamente e nel più breve tempo possibile", recitava il testo dell'ordinanza inviato anche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il tutto "evitando l'aggravamento delle proprie condizioni di salute", facendo affidamento alla buona volontà del paziente, al pensiero positivo e anche all'eventuale ricorso alla fortuna.
Il sì della dottoressa
Una provocazione che però ha sortito gli effetti desiderati. Perché a distanza di un mese ecco la notizia che profuma di miracolo, con una professionista che ha deciso di rispondere all'appello: "La dottoressa Monari è arrivata oggi per conoscere il nostro paese. È rimasta colpita dalla bellezza e il decoro, dal cibo e dall'ospitalità e al termine della giornata ci ha confermato che, tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, prenderà servizio come medico di base di Norbello". Non è tutto. Nella stessa giornata il sindaco di Norbello ha anche ricevuto l'ufficialità della presenza, nella medesima struttura, di un pediatra. Che altro dire? "È un piccolo miracolo compiuto da un piccolo paese che non si è arreso all'inerzia di chi avrebbe dovuto dare risposte. Un paese che ha scelto di agire, di mettersi in gioco e di cercare soluzioni concrete".
Bentornata malattia
E se è vero che l'appetito vien mangiando, il sindaco adesso pensa in grande: "Sto studiando la forma giuridica giusta per portare nello stesso ambulatorio anche un'infermiera a supporto del medico e per creare una struttura che possa contare su più figure specializzate". L'obiettivo è realizzare "un piccolo gioiello sanitario che possa almeno in parte sopperire all'inesistenza delle case di comunità". Insomma, l'era della vita eterna è ufficialmente finita: a Norbello si può tornare ad ammalarsi.
