Napoli, il vicepremier Tajani telefona alla donna che ha interrotto la chemio in gravidanza: "Facciamo il tifo per te"
La vicenda di Antonella Bonomo ha commosso tutta la Campania. La donna, seguita all'Istituto nazionale tumori Pascale, ha scelto di sospendere temporaneamente le cure oncologiche del tumore al seno per diventare mamma. "Una storia straordinaria di amore", ha commentato il ministro
Credit Ufficio Stampa Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli © Ansa
Il vicepremier Antonio Tajani telefona alla donna di Napoli che ha interrotto in gravidanza la chemio per il tumore al seno: "Facciamo il tifo per te".
"L'amore non ha limiti". È il messaggio con cui il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto esprimere la propria vicinanza ad Antonella Bonomo, la giovane avvocata napoletana che ha scelto di interrompere temporaneamente la chemioterapia per portare a termine la gravidanza e dare alla luce il figlio, seguita all'Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli. "Quella di Antonella è una storia straordinaria di amore, di quell'amore infinito che solo le madri sanno dare - ha commentato Tajani -. Ora facciamo tutti il tifo per lei".
La storia di Antonella Bonomo: sfida il tumore per diventare madre
Questa è una storia che ha commosso un'intera regione, la Campania. Ad Antonella Bonomo era stato diagnosticato un tumore al seno e, nonostante la malattia, ha deciso di mettere al primo posto la vita che stava nascendo. All'Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli è stata seguita nel delicato percorso clinico.
Sospendere la terapia per sconfiggere il tumore al seno pur di diventare madre è stata, infatti, una sfida vinta: oggi la neomamma sta bene, è felice e racconta la sua storia per incoraggiare chi si trovi in circostanze simili. Antonella Bonomo aveva 33 anni quando ha ricevuto la diagnosi di un tumore al seno aggressivo, che avrebbe comportato cure lunghe e invasive, capaci di mettere seriamente a rischio la sua fertilità.
"È stato come ricevere due sentenze insieme - ricorda, - quella del cancro da combattere e quella della maternità a cui rinunciare". Dopo una settimana la donna si sottopone all'intervento chirurgico, che riesce, ma le parole del primo oncologo sono un colpo durissimo: "Mi disse che dovevo dimenticarmi di diventare madre. È stato allora che ho toccato il fondo".
Antonella però non si arrende. Chiede altri pareri, finché approda all'Istituto dei tumori di Napoli, nello studio dell'oncologo Michelino De Laurentiis: "Non si cura solo una malattia - le spiega il medico, - ma una persona, con i suoi sogni e i suoi progetti". Nasce così una scelta delicata e coraggiosa: una sospensione controllata della terapia ormonale dopo tre anni, anziché i canonici cinque, per permettere ad Antonella di tentare una gravidanza in sicurezza. I controlli sono serrati, il timore sempre presente, ma la speranza cresce. Dopo un anno e mezzo di sospensione della cura arriva la notizia che cambierà per sempre la sua vita: è incinta. A 40 anni Antonella diventa mamma di Diego. Subito dopo riprende la terapia per completare il ciclo previsto. Oggi ha 43 anni, è libera dalla malattia e senza terapia da oltre un anno e stringe tra le braccia il suo bambino, che chiama "il miracolo più grande della mia vita".
La sua storia non è solo una testimonianza di resilienza, ma riaccende il dibattito sulla tutela della fertilità nelle giovani pazienti oncologiche e sull'importanza di percorsi di cura sempre più personalizzati. "Negli ultimi anni - dice De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia e Toraco polmonare del Pascale - la ricerca sul tumore al seno ha compiuto passi da gigante: terapie sempre più mirate, immunoterapia, test genomici e protocolli terapeutici più personalizzati stanno aumentando le percentuali di sopravvivenza e riducendo gli effetti collaterali. La storia di questa paziente è un esempio concreto di come oggi sia possibile integrare le cure oncologiche con i progetti di vita. Studi recenti hanno dimostrato che, in pazienti selezionate con tumore al seno ormonoresponsivo, una sospensione temporanea della terapia endocrina per tentare una gravidanza non comporta un aumento significativo del rischio di recidiva nel breve periodo. Ed è proprio questa la strategia che abbiamo adottato per la paziente".
Una storia che dimostra come oggi il cancro al seno, "pur restando una sfida complessa, è sempre più spesso una battaglia che si può vincere senza rinunciare ai propri sogni", conclude lo specialista dell'Istituto Pascale.
