LA TRAGEDIA DI OSTIA

15enne morta dopo cena con la squadra per possibile allergia, l'allenatore: "Era la nostra campionessa"

Messaggi di amici e conoscenti della cestista di Maddaloni (Caserta) Sofia Di Vico sommergono il Web. Lunedì i funerali, mentre proseguono le indagini

04 Apr 2026 - 18:39
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Dopo l'incredulità è il momento del dolore e dei ricordi a Maddaloni (Caserta) per la morte della 15enne Sofia Di Vico, la cestista deceduta per un probabile shock anafilattico durante una cena con le compagne nel ristorante di un camping di Ostia dove alloggiava con la Union Basket di Maddaloni per partecipare al torneo "Mare di Roma Trophy in Pink". Giovanni Monda, responsabile tecnico del club, allenava Sofia da quando aveva 11 anni, era lì quando si è sentita male. Con le altre compagne di squadra della 15enne, tutte sotto shock, ha fatto ritorno a Maddaloni. "È stato il viaggio più triste - racconta Monda. - Sofia era la nostra campionessa, testarda e capace, empatica e amata". Lunedì i funerali, mentre proseguono le indagini.

Il ricordo dell'allenatore

 "Con gli adulti era un po' riservata e taciturna, ma quando giocava a basket si scioglieva. E poi aveva i problemi di tutti gli adolescenti, ma li stava superando", ha aggiunto l'allenatore. Ora il pensiero è ai genitori di Sofia e alle amiche che hanno assistito alla tragica scena del malore poi risultato fatale. "Avranno bisogno di sostegno e vicinanza".

L'Unio Basket Maddaloni ha voluto salutare Sofia con una foto in bianco e nero della squadra femminile in cui spicca soltanto lei, a colori, con indosso la maglia blu del team mentre fa con le mani il segno della vittoria. "Ciao Boss", la saluta la squadra, che si descrive come una "famiglia" colpita "in maniera tragica ed assordante".

I messaggi di cordoglio di parenti e amici

 Sofia Di Vico apparteneva a una famiglia molto conosciuta a Maddaloni: papà commercialista, madre fisioterapista, legatissimi alla loro unica figlia. Al papà e alla mamma continuano a giungere centinaia di messaggi di solidarietà. Anche al Liceo Scientifico Nino Cortese di Maddaloni, dove Sofia frequentava il secondo anno, tutti la ricordano come una ragazza "in gamba", che amava lo studio. La docente Maria De Lucia non insegna nella stessa classe di Sofia, ma conosceva bene la 15enne in quanto amica della madre Antonella: "Era molto tenace e sebbene un po' riservata sapeva ciò che voleva. Una ragazza cui non si poteva non voler bene".

Profondamente dispiaciuto anche il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, amico di famiglia, soprattutto del papà della quindicenne; il sindaco sta pensando di proclamare lutto cittadino nel giorno dei funerali. "Un dolore immenso - ha scritto il sindaco - che attraversa l'intera città".

Lunedì i funerali a Maddaloni

 Si terranno lunedì 6 aprile, alle ore 10,30, nella chiesa dell'Annunziata a Maddaloni (Caserta) i funerali della 15enne.

Le indagini: Il cibo sotto la lente degli inquirenti

 Intanto, le indagini vanno avanti. Aperto un fascicolo per omicidio colposo: la procura vuole vederci chiaro. Finisce così sotto la lente la cena consumata da Sofia e sotto sequestro la cucina in cui è stata preparata nel camping di Ostia in cui la 15enne alloggiava per partecipare a un torneo di basket nella Capitale.

In particolare, si vuole accertare se per preparare le uova strapazzate e i fagiolini che Sofia ha mangiato sia stato utilizzato latte o formaggio oppure se il suo piatto durante la preparazione sia stato in qualche modo contaminato. La ragazzina era, infatti, allergica alle proteine del latte e pare che il locale ne fosse al corrente. Le indagini sono state affidate alla polizia che, in queste ore, sta ascoltando il personale e il responsabile del ristorante come anche le persone che erano con la cestista giovedì sera.

I primi punti fermi arriveranno in ogni caso dall'autopsia, effettuata al policlinico di Tor Vergata. Le analisi potranno confermare se Sofia Di Vico sia deceduta per uno shock anafilattico causato dall'allergia alle proteine del latte e se nel cibo che ha mangiato ci fossero tracce.

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