PARLA L'ESPERTO

Allergica al latte muore a 15 anni dopo una cena: "Adrenalina auto-iniettabile unico vero salvavita"

Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica: "Non confondere allergie e intolleranze"

03 Apr 2026 - 19:03
 © istockphoto

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"È fondamentale fare una distinzione netta: l'intolleranza al latte riguarda gli zuccheri (lattosio) e non è mai fatale; l'allergia, invece, coinvolge le proteine e può scatenare reazioni violente e immediate come lo shock anafilattico. In questi casi, l'adrenalina auto-iniettabile è l'unico strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte". Lo ha dichiarato Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic), commentando la notizia della scomparsa di una studentessa di 15 anni a Ostia, avvenuta dopo aver consumato un pasto in un ristorante. Le cause del decesso non sono ancora certe, ma la ragazza era allergica alle proteine del latte. L'allergia al latte è una condizione seria che spesso si acquisisce durante l'infanzia.

"L'intolleranza causa malessere generale, dolore addominale o vomito, ma non esiti infausti - sottolinea Patella -. L'allergia scatena l'anafilassi, un collasso dell'apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungere organi vitali come cuore e cervello". Tra le proteine del latte (caseina, alfa-globulina e beta-lattoglobulina) la caseina è la più insidiosa perché è "termostabile e gastrostabile". "Non si denatura con la bollitura a 100°C e resiste ai succhi gastrici, mantenendo intatto il suo potere allergizzante anche dopo la cottura - spiega Patella -. In soggetti altamente sensibilizzati, lo shock può essere scatenato persino dall'inalazione di vapori durante la bollitura del latte".

Nella ristorazione, il pericolo principale è rappresentato dalla contaminazione o dall'ingrediente non dichiarato. "Sia che si tratti di formaggio grattugiato nella pasta, di latte nelle polpette o di proteine residue in cibi cotti, il cosiddetto 'cibo nascosto' resta la minaccia maggiore - precisa -. A differenza delle allergie vegetali, per il latte le reazioni crociate sono meno frequenti, rendendo la contaminazione diretta la pista più probabile". In Italia si registrano 40-60 decessi accertati all'anno per shock anafilattico. Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé, secondo l'allergologo, è l'adrenalina auto-iniettabile: "È un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso". 

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