Nuova perquisizione nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli agenti della Questura sono arrivati davanti allo stabile poco dopo le 9 di venerdì 6 novembre per effettuare nuovi accertamenti nell'abitazione in cui vivevano Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella, 50, morte dopo essere state avvelenate con la ricina nel dicembre dello scorso anno. L'immobile è stato dissequestrato.
"Mai richiesto dissequestro"
"La difesa tecnica di Gianni e Alice Di Vita, parti offese, non ha mai avanzato alcuna richiesta di dissequestro. Evidentemente gli inquirenti ritengono non più utile ai fini dell'indagine il sequestro dell'abitazione". Lo dichiara Vittorino Facciolla, avvocato di Gianni e Alice Di Vita. Le parti hanno ricevuto l'atto nel quale si dispone il dissequestro della abitazione di Pietracatella. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, coordinati dal dirigente Marco Graziano, prima della restituzione dell'immobile faranno un ultimo giro ricognitivo all'interno della casa. La casa di via Risorgimento è stata per oltre dieci mesi uno dei luoghi centrali delle indagini sulla morte di Antonella e Sara. La Procura di Larino procede per duplice omicidio contro ignoti. Resta aperto l'altro fascicolo, quello per omicidio colposo a carico di 5 medici dell'ospedale Cardarelli di Campobasso.
L'appello di Gianni Di Vita
"Voglio la verità perché senza io e mia figlia Alice non saremo mai sereni". Così Gianni Di Vita, parlando con l'emittente locale Teleregione Canale 17. Nell'intervista, diffusa durante la puntata del 5 novembre di "Dentro la Notizia", l'uomo ha chiesto di fare piena luce su quanto accaduto in quelle notti, per poter dare in futuro una risposta all'unica figlia rimasta in vita. "Non vorrei che fosse stato un delitto, sarebbe una seconda tragedia", ha confidato l'ex sindaco di Pietracatella, che si è detto anche "esausto" per l'attenzione mediatica.
L'attesa per gli esiti dalla Germania
Di Vita ha ribadito di non avere paura perché non ha "nulla da nascondere". "Spero solo che questa storia finisca il prima possibile", ha affermato, aggiungendo: "La cosa peggiore è successa a Natale, tutto quello che accade adesso non mi può spaventare". L'uomo ha infine confermato la fiducia nel lavoro degli inquirenti e ha richiamato l'attesa per il referto dalla Germania: "Vogliamo aspettare almeno che arrivi il referto dalla Germania?".
