L'istanza della difesa

Omicidio Yara, Massimo Bossetti chiede rianalisi dei reperti: "Prove rilevanti, servono accertamenti"

La richiesta un anno dopo il via libera dei giudici a visionare i vestiti della 13enne uccisa nel novembre 2010 a Brembate di Sopra

25 Giu 2026 - 17:18
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E dopo il delitto di Garlasco, anche un altro grande caso di cronaca non sembra voler trovare pace. Massimo Bossetti, tramite i suoi legali, ha chiesto l'autorizzazione per svolgere "accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti". Il muratore di Mapello, oggi 55enne e condannato all'ergastolo per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio a Brembate di Sopra, si è sempre dichiarato innocente. La richiesta è stata depositata alla Corte d'Assise di Bergamo al termine di una lunghissima fase di ricorsi e controricorsi durante la quale la difesa di Bossetti ha ottenuto di visionare - ma non analizzare - i principali reperti che hanno portato alla condanna il 12 ottobre 2018. 

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Le foto dei Ris di Parma e i ricorsi

 Come hanno scritto i legali di Bossetti: "Giungiamo alla fine di un braccio di ferro di sei anni: prima ci era stato concesso solo di vedere i reperti, ora la Cassazione ci consente di analizzarli ed è in questo senso la nostra richiesta". A giugno dello scorso anno, infatti, i giudici di Bergamo avevano disposto la trasmissione al team difensivo del dvd contenente tutte le fotografie ad alta definizione scattate dal Ris di Parma ai reperti analizzati. Si tratta in particolare dei vestiti indossati dalla 13enne, trovata morta in un campo di Chignolo d'Isola tre mesi dopo essere scomparsa nel nulla nel novembre 2010: i leggins, le scarpe, la felpa, il giubbotto e gli slip. Ma anche la copia di tutti i tracciati elettroferografici - cioè i dati dei profili genetici - dei campioni prelevati a Yara, così come dei risultati genetici dei 25mila campioni raccolti durante l'indagine a tappeto nella Bergamasca. Un dvd ottenuto dopo aver potuto vedere - senza toccare - gli scatoloni di prove conservati dalla polizia giudiziaria. 

La richiesta del team di Bossetti: "Elementi di rilevante interesse investigativo"

 Secondo i legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini, proprio dalla novità degli scatti del Ris di Parma sarebbe nata la necessità di presentare l'istanza presso la Corte d'Assise di Bergamo. Si tratta in poche parole del passo successivo della telenovela giudiziaria: se prima il team difensivo ha potuto solo visionare le prove, ora chiede di poterle riesaminare: "L'iniziativa costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale delineato dalla Corte di Cassazione", si legge nella lunga nota scritta dagli avvocati. Proprio l'esame di tale materiale, unitamente all'ostensione dei reperti e dei campioni biologici, ha consentito ai consulenti della difesa di svolgere verifiche tecniche che in precedenza non erano concretamente possibili". E che hanno dato come risultato elementi dotati di "rilevante interesse investigativo" e che giustificano "pienamente gli approfondimenti richiesti".

Cosa succede ora: la decisione del tribunale e la richiesta di revisione

 L'istanza è stata appunto presentata al tribunale di Bergamo, che valuterà se siano effettivamente emersi elementi meritevoli di approfondimento dando il via libera a nuove analisi. Probabile che la Corte decida di fissare un'udienza per decidere se effettivamente dire sì alla richiesta della difesa del condannato o meno. Da parte della difesa, nella lettera i legali hanno assicurato che "l'istanza non anticipa alcun giudizio sul merito della vicenda processuale né costituisce una richiesta di revisione della sentenza". Ma è abbastanza intuitivo concludere che, se tutto dovesse andare come si auspica Massimo Bossetti, la richiesta di revisione arriverà puntuale.

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