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Il gioielliere di Grinzane Cavour attende il 16 settembre la decisione sul differimento della pena. Intanto si adatta alla vita in carcere tra biblioteca, lavoro e nuove conoscenze
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Per ora il calendario di Mario Roggero ha una sola data cerchiata in rosso: 16 settembre. È il giorno in cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano discuterà la richiesta di differimento della pena avanzata dalla difesa, che punta a ottenere la sospensione della detenzione in attesa che il Presidente della Repubblica si pronunci sulla domanda di grazia presentata dalla moglie del gioielliere. Fino ad allora, Roggero trascorrerà l'estate nel carcere di Bollate. Una permanenza che, almeno nelle intenzioni dell'ex gioielliere di Grinzane Cavour, avrebbe dovuto svolgersi nell'istituto penitenziario considerato uno dei più avanzati d'Italia per i percorsi di reinserimento. Ma anche questa certezza potrebbe vacillare.
Rischio trasferimento - Condannato in via definitiva a 14 anni di reclusione per l'omicidio di due rapinatori avvenuto nel 2021 dopo l'assalto alla sua gioielleria, Roggero si è costituito proprio a Bollate il 17 luglio, quando la sentenza è diventata irrevocabile. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, tuttavia, la sua permanenza nel penitenziario milanese non sarebbe scontata. Tra le motivazioni ipotizzate ci sarebbero la forte esposizione mediatica del caso e il fatto che Bollate è un istituto al quale normalmente si accede dopo un percorso di buona condotta maturato in altri carceri. Nessuna decisione definitiva, però, è stata ancora assunta.
Un lavoro in carcere - Nel frattempo, l'uomo sta cercando di adattarsi alla nuova quotidianità. Secondo il suo avvocato Stefano Marcolini, Roggero appare sereno e determinato, impegnato a prendere confidenza con la vita carceraria. A breve dovrebbe essere inserito in un'attività lavorativa nell'area della contabilità, una delle opportunità offerte dal carcere milanese per favorire il reinserimento dei detenuti. Le giornate scorrono tra letture, scrittura e lunghe ore trascorse nella biblioteca dell'istituto, che mette a disposizione oltre 16mila volumi. C'è spazio anche per una curiosa passione personale: la numerologia. Roggero attribuisce ai numeri un significato simbolico e, racconta il suo legale, condivide spesso questo interesse con altri detenuti. Il numero cinque, quello del suo compleanno, rappresenterebbe per lui il cambiamento.
La vita in carcere e l'incontro con Bossetti - La vita a Bollate, comunque, resta scandita dalle regole del carcere. I pasti vengono serviti a orari fissi (pranzo alle 11 e cena alle 17), un'abitudine molto diversa da quella che aveva fuori. Per questo Roggero preferisce spesso cucinare qualcosa con il fornelletto presente nella cella che divide con un altro detenuto. Anche le cene condivise con altri reclusi sono diventate un modo per socializzare e far passare il tempo. Tra le persone incontrate in queste prime settimane ci sono anche detenuti noti alle cronache giudiziarie, come Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l'omicidio di Yara Gambirasio, e Fabio Savi, componente della banda della Uno Bianca.
La partita giudiziaria - Sul fronte giudiziario, invece, la partita resta aperta. Dopo il rigetto della richiesta di scarcerazione da parte dell'Ufficio di Sorveglianza di Torino, la difesa ha ripresentato l'istanza a Milano, competente in quanto sede del carcere. Il Tribunale ha fissato l'udienza per il 16 settembre, una decisione che i legali interpretano come la volontà di esaminare nel merito la richiesta senza attendere le motivazioni della sentenza definitiva. L'obiettivo della difesa è duplice: ottenere il differimento della pena nell'attesa della decisione sulla grazia e, successivamente, valutare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo una volta depositate le motivazioni della Cassazione.
La famiglia ha scelto il silenzio - Attraverso il profilo Instagram di Roggero, che conta quasi 200mila follower, i familiari hanno pubblicato una lunga lettera di ringraziamento per la vicinanza ricevuta in questi mesi, annunciando però un periodo di silenzio. Dopo le prime reazioni e prese di posizioni hanno scelto di aspettare senza clamore. "Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare", hanno scritto. "Abbiamo ricevuto l'affetto di milioni di persone. Ora, per rispetto di questo momento, le pagine ufficiali osserveranno un periodo di silenzio". Tutto sospeso, dunque, in attesa della decisione del Tribunale di Sorveglianza sulla concessione del differimento della pena